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CronacaPolitica

Castel Volturno: scontro tra sindaco Petrella e associazioni sulla sanatoria migranti

Petrella polemico: “Gli immigrati irregolari ci costano 4 milioni di euro, ma la sanatoria non è la soluzione”. Dura la replica delle associazioni: “Famiglie senza permesso fanno comodo a chi offre lavoro a nero”.

Il Sindaco Petrella: “Sanatoria non è la soluzione”

Il comune di Castel Volturno è un notissimo caso limite: la sua popolazione è costituita in larghissima parte da migranti.

Può quindi essere facilmente comprensibile il fatto che la sanatoria per i migranti che lavorano nei campi annunciata ieri sera nella conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte possa essere stata oggetto di particolare interesse sia da parte della popolazione che del sindaco Luigi Petrella.

Possono tuttavia stupire le parole che il primo cittadino di Castel Volturno ha pronunciato riguardo il provvedimento: Luigi Petrella, infatti, non si mostra particolarmente entusiasta della sanatoria. E dichiara:

Non è la sanatoria la soluzione per gli immigrati.

Castel Volturno è un caso unico in Italia per avere 20 mila immigrati su una popolazione residente di 27 mila persone. E’ una città che deve avere una diversa soluzione.

Anche perché questi numeri comportano delle spese al Comune. Abbiamo calcolato che gli immigrati irregolari, che non pagano nulla, ci costano circa 4 milioni di euro l’anno su un bilancio di 20 milioni.

Qui non ci sono posti di lavoro, tant’è che la maggior parte qui dorme solo e poi si sposta altrove per lavorare. Se regolarizzare significa portare ad una soluzione, allora ben venga, ma il problema è che, con i numeri alti che abbiamo per Castel Volturno, non è una soluzione. La maggior parte degli immigrati qui vive in situazioni di disagio e anche di degrado dal punto di vista sanitario, come si può dare un’opportunità in questo modo?

Non possiamo continuare a subire, bisogna limitare i numeri. I cittadini residenti non ce la fanno più, pagano il doppio delle tasse perché ognuno di loro paga anche per un immigrato

Le associazioni: “Famiglie senza permesso fanno comodo a chi offre lavoro a nero”

Una risposta al provvedimento, questa, che ha suscitato molte perplessità – soprattutto da parte di coloro che lavorano a stretto contatto con i migranti.

La replica del Centro Sociale Ex Canapificio – Movimento dei migranti e dei Rifugiati di Caserta – Progetto Regionale Presidio della Caritas arriva puntuale:

Avete VISTO che succede a Castel Volturno a causa di più di un decennio di leggi e politiche sull’immigrazione che non hanno previsto visti di ingresso regolari?

Succede che tanti uomini e donne, NONOSTANTE vivano qui da anni, lavorino, pagano un fitto, mandino a scuola i figli e mantengano le famiglie nei loro paesi di origine, sono prive di un permesso di soggiorno o ne hanno uno molto precario.

A chi fa comodo avere le attuali leggi che rendono impossibile avere un permesso di soggiorno e rendono difficile rinnovare il permesso di soggiorno e la residenza?

Certo fa comodo a chi offre lavoro nero, ed ai tanti proprietari di casa che a C/Volturno e non solo, riscuotono un fitto a nero da case che nessuno affitterebbe.

Fa comodo anche ai politici locali e nazionali, che per nascondere le proprie mancanze, accusano gli immigrati.

ll Sindaco di C/Volturno, che rappresenta un’istituzione, dovrebbe unirsi a noi nel reclamare un’operazione di legalità attraverso la regolarizzazione dei cittadini stranieri e nel chiedere più risorse per la popolazione che vive in povertà.

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Tags : caporalatoImmigratiMigrantipetrellapolemica
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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