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CronacaCultura

Attilio Fontana e l’oro di Marcell Jacobs: quando essere razzisti serve solo se conviene

‘‘L’uomo più veloce del mondo è di Desenzano del Garda. È destino della Lombardia far correre l’Italia sempre più forte.’’: è con queste due frasi che Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, ha festeggiato la vittoria di Marcell Jacobs nei 100m maschili – percorsi in 9 secondi e 80 centesimi, stabilendo il suo miglior tempo di sempre e donando al nostro paese la prima medaglia d’oro in assoluto per tale disciplina.

Nato negli Stati Uniti da madre italiana e padre texano, il corridore più veloce delle Olimpiadi di Tokyo si è successivamente trasferito quando aveva ancora pochi anni di vita a Desenzano del Garda, un comune in provincia di Brescia. Lì, crescendo, si è appassionato all’atletica leggera e non ha più smesso di praticarla.

Le congratulazioni di Fontana hanno scatenato un’ondata di indignazione sul web dato che egli è politicamente schierato con la Lega Nord e si è lasciato andare in passato – per la precisione nel 2018, nel corso di un’intervista concessa all’emittente Radio Padania – a esternazioni che lasciavano poco spazio all’interpretazione come: ‘‘Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate’’, prontamente riesumate per l’occasione per mettere in luce la sua ipocrisia.

Oltre che l’eccessivo campanilismo e provincialismo – la prestazione di Jacobs, infatti, dovrebbe essere valorizzata per la fatica che cela dietro e per aver permesso a un intero paese di salire sul gradino più alto del podio in una competizione internazionale, piuttosto che essere strumentalizzata per esaltare una specifica regione, presentandola come l’unica in grado di far progredire la Penisola –, molti hanno anche criticato l’incoerenza e l’opportunismo emersi con quel post – nonostante l’atleta sia e si senta a giusta ragione italiano al 100 %, il partito a cui il governatore lombardo è affiliato è noto per le sue idee razziste.

Una frase del librettista e poeta Iacopo Badoer, divenuta un famoso proverbio, riassume alla perfezione l’unico commento a cui ci si può affidare in casi come questo: un bel tacer non fu mai scritto.

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