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Cultura

Sex education, il nuovo rompi-tabù adolescenziale di cui avevamo bisogno

Sabato 9 ottobre – Sex education è pronta a destabilizzare i miti sull’adolescenza. Cosa ne pensa la critica italiana? La serie tv potrebbe diventare un modello anche per noi?

 

Quella maledetta porta sempre chiusa…

L’adolescenza è quel periodo della nostra vita formato da tante insicurezze e poche certezze. Tutte le generazioni, chi più e chi meno a seconda dell’epoca, attuano il passaggio da infantile ad adulto durante questo periodo. Non si parla solo di sviluppo fisico ma soprattutto di sviluppo psicologico (cosa che le culture occidentali tendono a ritardare). Attualmente, gli adolescenti sono rappresentati dalla generazione Z e come ogni generazione ha le sue caratteristiche.
Gli adolescenti di oggi sono abituati ad una società in costante mutamento. Ogni giorno vengono scoperte nuove tecnologie e nuovi metodi. Non è un segreto che la curiosità degli adolescenti è per gran parte generata da quella piccola parola, che a tavola o davanti ai genitori ci mette così tanto imbarazzo, quella parola che se pronunciata dalla professoressa alle medie ti faceva tanto ridere.
Il sesso e l’amore sono uno dei più grandi tabù dell’adolescenza.

 

Se ti piace.. Sex education… adorerai sex education live… Oh no aspetta

È una qualsiasi serata dell’anno e il 77% degli italiani (soprattutto i maschi, le donne 23%) ha già deciso di cliccare sul famoso sito arancione. Una buona parte della percentuale sopra citata è rappresentata da adolescenti. Una doccia di ormoni e la faccia della vergogna come maschera giornaliera, la pubertà è un campo minato. Cammini su un terreno sicuro, finché non senti l’innesco già avviato da più tempo di quello che credi. Subito dopo questa fase, la bomba esplode e così la famosa porta si apre. I genitori inizieranno a fare discorsi strani, ma sappiamo entrambi che probabilmente nel 2021 grazie al quel “dichiaro di essere maggiorenne” ne sai una più di loro.

Otis e Co

Questo è solo uno dei tanti momenti rappresentati dalla serie Netflix Sex Education. Le prime puntate dell’opera di Laurie Nunn sono state trasmesse sulla piattaforma l’11 gennaio del 2019. Sex education narra le vicende di un 16enne di nome Otis Milburn e dei suoi compagni. La madre di Otis, nella serie, rappresenta la figura invasiva di una madre sessuologa. La maggior parte delle puntate sono girate in un classico college inglese in un clima rappresentato dai classici problemi adolescenziali. Nella serie sono raccontate esplicitamente le storie sessuali di ogni personaggio e il loro legame con il protagonista, il quale diverrà un sessuologo nonostante tutte le sue insicurezze nell’ambito pratico. I personaggi provengono da situazioni familiari diverse e riflettono tutti i generi sessuali e le controversie che affrontano nella società attuale. Siamo sempre stati abituati ai classici di Witz come American Pie, ovvero la classica commedia americana irriverente da seconda serata. Sex education è diverso, la critica lo ha trovato esilarante, educativo e rivoluzionario. Nota da non trascurare della serie è lo speciale humor e clima inglese che la contraddistingue.

 

Scuola Italiana ed educazione sessuale, è possibile prendere spunto dalla serie?

La maggior parte degli studenti degli istituti italiani non sente spesso parlare di educazione sessuale o almeno sotto forma di materia curriculare. Invece, i ragazzi e le ragazze adolescenti di altri paesi affrontano tematiche come il sesso, i rischi  e la pericolosità della diffusione di alcuni contenuti come il revenge porn ogni settimana. Secondo i risultati di alcune nazioni e secondo l’ esempio della serie, in Italia sarebbe utile e possibile l’ora di sessuologia? Nell’ultima stagione della serie Sex education, Otis ed i suoi amici sfideranno la preside del loro College poiché non fornirà l’esempio giusto del mondo sessuale tramite insegnanti sessuologi non qualificati. In seguito, una serie di avvenimenti come ragazze vittime di revenge porn o regole scolastiche troppo restrittive daranno l’opportunità ad Otis di avviare una rivoluzione . Alla fine della loro avventura, i ragazzi si ritroveranno in un ambiente che li rappresenta nel modo migliore senza alcun tipo di barriera sociale . Tutto ciò potrebbe avvenire anche in Italia? Rientrando nei limiti della realtà, penso che le nostre scuole siano rappresentate dalla figura della preside cattiva che abitua i ragazzi ad un sistema unico e non abbastanza inclusivo.

L’ LGBT è un tabù per il nostro sistema scolastico? I nostri istituti mettono al proprio agio ogni tipologia di ragazzo e la sua sessualità?

Quella della serie tv è una realtà possibile, ma nonostante ciò il nostro paese continua a non ritenere necessaria l’ora di sessuologia. Sono pochi gli istituti, che su base regionale, decidono di proporre ed attuare le ore di sessuologia tramite esperti ed insegnanti. Quindi le scuole scelgono autonomamente. L’opinione pubblica propone che gli ostacoli maggiori alla realizzazione di una legge nazionale siano l’influenza politica (che cambia da regione a regione) e la tradizione cristiana del nostro paese ( la presenza del Vaticano e l’esistenza dell’ora di religione). L’ assenza di una legge unica che proponga questa nuova materia crea ogni giorno disuguaglianze e disparità tra gli studenti di regioni diverse. Attualmente il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha annunciato che l’educazione sessuale avrà un ruolo da protagonista dal 2021. La scuola sarà capace di insegnare ai propri alunni di accettare se stessi? E di rispettare il proprio corpo e quello altrui? Per ora la scuola italiana non ha affrontato alcun tipo di rivoluzione ma le critiche (soprattutto riguardo la distinzione dei servizi igienici e l’omofobia) sono molte.

 

Un ragazzo è di tutte le bestie selvagge, la più difficile da controllare

Platone non è mai stato in possesso della sfera di cristallo, eppure le sue parole si riflettono anche nel 21esimo secolo. Il suo messaggio risale all’era degli antichi greci, sarebbe meglio dargli retta. La neo – generazione adolescenziale è più evoluta di quelle passate. Quest’oggi i giovani cadono in tentazioni perverse e pericolose in modo troppo semplice. È più semplice anche essere vittime di attacchi omofobi mentre rimane ancora difficile esprimere se stessi al 100%. Se la scuola dovrà insegnarci ad essere cittadini del mondo , sarà meglio che riesca gli strumenti adatti.

Come espresso nel rapporto “Policies for Sexuality Education in the European Union” pubblicato dal Dipartimento Direzione generale per le politiche interne del Parlamento Ue : «gli esperti hanno affermato in numerosi studi e rapporti che un’educazione sessuale insufficiente porta ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale e a una maggiore quantità di persone che soffrono di AIDS e malattie sessualmente trasmissibili». Di conseguenza «l’educazione sessuale dei giovani deve essere considerata come uno strumento appropriato per prevenire questi effetti negativi». Sono uno studente liceale e sento ogni giorno storie di gravidanze indesiderate (molti dei primati appartengono a pesi dell’est Europa) e malattie orribili (spesso perché proteggersi costerebbe troppo ) anche tra i banchi di scuola. Personalmente penso che l’imbarazzantissima ora di sessuologia sia una vera opportunità. Lo penso davvero? Certo che lo penso… Vi ricorda niente?

Nicolaos Nicolau

 

 

 

 

Tags : istitutilgbtqNetflixnon binaryomosessualipoitica
Nicolaos Nicolau

The author Nicolaos Nicolau

Studente liceale al Leon Battista Alberti di Napoli.