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Cronaca

Nakba Day, il sanguinoso ricordo del conflitto Arabo-Palestinese

Nakba day ricordato anche quest’anno tra risse e feriti, speciali commemorazioni per la giornalista di AL Jazeera

 

di Nicolaos Nicolau

Il 15 maggio 1948, la comunità ebraica istituì Israele come uno stato a maggioranza ebraica. Il tutto, attraverso ‘espulsione forzata di circa 750.000 palestinesi. La comunità palestinese commemora questa data annualmente, attraverso l’istituzione del Nakba Day. La parola “Nakba” proviene dall’arabo e significa “disastro”, più precisamente si riferisce alla sistematica pulizia etnica dei due terzi della popolazione palestinese da parte dei paramilitari sionisti tra il 1947-1949.Fatti che portarono alla quasi totale eliminazione della società palestinese.

Le forze sioniste, in seguito al conflitto mondiale,  avevano preso più del 78% della Palestina e ripulito etnicamente il territorio. Si stima la distruzione di circa 530 villaggi e città, 15.000 vittime palestinesi in una serie di atrocità di massa e più di 70 massacri. Quest’anno segna 74 anni dall’ Al-Nakba “originale”, de facto l’esperienza palestinese di spoliazione e perdita di una patria continua ancora oggi. L’anniversario, inoltre, si svolgerà in un clima decisamente teso, data l’ uccisione della giornalista veterano di Al Jazeera Shireen Abu Akleh.

Nakba Day – Shireen Abu Akleh nuovo simbolo dello scontro Arabo-Palestinese

Ieri, l’ambasciata palestinese del Doha ha celebrato il Nakba Day, ricordando quanto è accaduto la settimana scorsa a Shireen Abu Akleh. I membri della comunità palestinese e i colleghi della giornalista, si sono riuniti nella capitale del Qatar per celebrare il 74º anniversario della giornata di Nakba e commemorare la collega. Jamal Elshayyal di Al Jazeera, in collegamento da Doha , ha riferito che: – “molte persone credono che attraverso l’omicidio di Shireen Abu Akleh la voce palestinese sia diventata molto più unita. Simboleggiava quello che era l’essenza della lotta palestinese. La lotta per la libertà e per esprimersi”. Nei giorni seguenti al disastro del raid della polizia israeliana, gli effetti si sono fatti sentire in tutto il mondo e su tutte le piattaforme social.

Oramai è quasi abitudine per il mondo occidentale il consulto della stessa faccia della moneta, quella di un Israele feroce ed un #freepalestine. Intanto gli scontri continuano in piazza, almeno 16 palestinesi sono stati feriti durante lo scontro con  le forze israeliane all’ingresso settentrionale di al-Bireh (città della Cisgiordania situata a 15 chilometri da Gerusalemme). Le notizie sono state fornite dall’agenzia di stampa palestinese WAFA.

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Nicolaos Nicolau

The author Nicolaos Nicolau

Studente liceale al Leon Battista Alberti di Napoli.