domenica, Dicembre 4, 2022
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Paolo Sorrentino: “C’è una crisi e credo sia nostro dovere fare i film per i cinema”

Il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, presidente di giuria al Marrakech International Film Festival, in programmazione dall’11 al 19 novembre, parla del suo lavoro, condividendo una personale riflessione sul cinema, soprattutto quello post covid: “Dopo anni di disorientamento per la pandemia, bisogna ritrovare un’idea di cinema d’autore. Anche da imprenditore, io non so cosa si deve fare, non ho ricette né è il mio lavoro. Da spettatore vedo vari problemi, ma prima di dichiarare la resa penso che si debbano fare innanzitutto buoni film, rendere attrattive le sale, industrializzarsi in tutti i modi”.

Sorrentino si sofferma, anche, sull’ultimo successo di Roberto Andò e dichiara: “Vedo La Stranezza di Roberto Andò, un ottimo film che sta andando bene, un evento che mescola Pirandello e due comici popolari come Ficarra e Picone. Stanno funzionando i blockbuster e film come La Stranezza che ha la dignità di evento. Sono al lavoro Moretti, Garrone, Bellocchio, tutto questo aiuterà”.

Sulle domande inerenti al suo cinema risponde: “L’attualità dell’Italia ha poca presa su di me come regista, per carattere sono lontano dall’isteria dell’attualità, dalle prese di posizione, dalle polemiche. Non mi piace leggerlo sui giornali, né al servizio di un film. Anche quando ho girato Il Divo e Loro non li ho concepiti, programmati, come film politici, io parto sempre dall’umanità, dagli uomini, dal loro immenso complesso caleidoscopio di sfaccettature. C’è chi fa film sulla cronaca, con l’urgenza di farlo, lo capisco, ma non è la mia natura, né la mia formazione, preferisco fare film che attingono ad una realtà già sedimentata, storicizzata, mi dedico a questioni meno urgenti, mi dedico ai sentimenti dei personaggi che è la cosa che mi interessa di più. Non rifiuto il film di impegno ma penso che il film sia più un’avventura che ricalca, trascendendola, la vita e la vita è un enigma e quindi mi piacciono i film che sono un po’ enigmatici”.

L’intervista prosegue parlando della sua esperienza da giurato a Marrakech, con una menzione particolare a Martin Scorzese, che rappresenta, da sempre, una grandissima fonte di ispirazione per Paolo Sorrentino, tanto da avergli dedicato parte del suo discorso memorabile, durante la notte degli Oscar 2014: “Marrakech è per me il luogo in cui si era realizzato il sogno di vedere tanti film con Martin Scorsese e di passare giornate a parlare di cinema con lui e altri talentuosi colleghi. È un onore tornare quest’anno a Marrakech come Presidente della Giuria. Credo, voglio credere, che i cinema torneranno a riempirsi e sono sicuro che presto usciranno molti film meravigliosi. Assistere a questa rinascita da un luogo così simbolico, scoprire il cinema di domani da un punto di vista culturale e geografico così interessante, sarà un dono in più”.

Poi conclude rilasciando diversi annunci in merito ai suoi prossimi lavori, incalzando ironicamente su uno gli elementi più cari, e costantemente presenti nelle sue narrazioni letterarie e cinematografiche: il ritmo.

“Ho vari progetti in cantiere, sto prendendo tempo, ho scoperto, forse l’età, che è bellissimo rallentare i ritmi. Per ora sono sicuro di una cosa: dopo E’ stata la mano di Dio, che è stato un film emotivamente impegnativo, non penso ad una storia autobiografica, quello è un unicum e tale resterà”.

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