NAPOLI – La direzione dell’ospedale Monaldi di Napoli ha sospeso cautelativamente dall’attività trapiantologica due chirurghi in merito alla vicenda del cuore da trapiantare diventato inutilizzabile a causa di un errore di conservazione che avrebbe ‘bruciato’ l’organo.
Inoltre, secondo quanto riferito dalla mamma del bimbo cui sarebbe stato destinato il cuore al legale della famiglia, Francesco Petruzzi, sarebbe avvenuto lo stesso il trapianto nonostante l’organo inutilizzabile. Circostanza che ha portato lo stesso legale a chiedere alla Procura di fare luce sulla vicenda.
Al momento, secondo quanto si apprende, nessun paziente pediatrico può essere candidato ad un trapianto di cuore. L’azienda ospedaliera ha avviato un audit interno per ricostruire i passaggi della vicenda.
Un’attività che, a quanto pare di capire, mira a tutelare i pazienti e a comprendere le falle che ci sono state con l’obiettivo di non danneggiare l’attività trapiantologica.
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