mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Maxi operazione nel casertano contro la camorra: 21 arresti nel clan Gagliardi, progettavano attentato contro Carabinieri

Disvelata l’esistenza di un sodalizio di matrice camorristica operante nel territorio di Mondragone (Caserta) e nei comuni limitrofi. Questo l’esito di un’operazione eseguita questa mattina dai carabinieri del reparto territorio, i cui dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa nella procura di Napoli.

In particolare, la Dda ha richiesto al gip del tribunale partenopeo l’applicazione di misure personali nei confronti di 21 persone – 13 finite in carcere, cinque agli arresti domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, minaccia e lesioni personali.

L’indagine è stata avviata nel settembre 2023 e ha consento di ricostruire le attività dell’organizzazione, che presentava una struttura stabile e ben articolata, riconducibile al clan Gagliardi, riorganizzatosi dopo lo scioglimento dello storico clan La Torre, per anni egemone nel territorio di Mondragone e legato al clan dei Casalesi.

A capo del sodalizio, un esponente di vertice attualmente detenuto (non raggiunto dalle misure cautelari) che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere a fiancheggiatori di rilievo rimasti in libertà. Il gruppo, si legge in una nota a firma del procuratore Nicola Gratteri, “si sarebbe distinto per una marcata attitudine alla violenza, finalizzata a creare condizioni di assoggettamento e intimidazione tali da garantire, secondo un programma criminoso proiettato senza limiti temporali, il controllo delle attività economiche del territorio e la realizzazione di profitti illeciti”.

Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e operatori commerciali, commessi anche mediante aggressioni fisiche e incendi di auto. Parte dei proventi sarebbe stata destinata al sostentamento di detenuti ritenuti contigui al clan.

L’attività investigativa ha anche consentito di documentare la programmazione di un grave atto intimidatorio da parte di aspiranti affiliati che, per dimostrare la propria fedeltà e ottenere l’ingresso nel sodalizio, avrebbero dovuto esplodere colpi d’arma da fuoco contro la caserma del reparto territoriale dei carabinieri.

L’azione non si è concretizzata grazie alla predisposizione di adeguate misure di difesa passiva e a mirati servizi di prevenzione. È stata infine accertata la gestione di una strutturata attività di spaccio di sostanze stupefacenti – prevalentemente cocaina, crack e hashish – ritenuta la principale fonte di guadagno dell’organizzazione. All’attività avrebbero preso parte anche soggetti esterni al clan.

Migliaia le cessioni documentate, spesso effettuate attraverso una vera e propria rete di consegne a domicilio: una piccola flotta di scooter consentiva agli spacciatori di raggiungere rapidamente gli acquirenti, replicando un servizio ‘delivery’. Nel corso dei riscontri investigativi sono stati complessivamente sequestrati circa 1.100 grammi di cocaina e 500 grammi di hashish, una pistola Beretta calibro 7,65 con serbatoio e nove cartucce e una pistola Beretta mod. 84, anch’essa completa di serbatoio e 36 cartucce dello stesso calibro.

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