“Ogni volta che dobbiamo mettere la faccia di un ragazzo innocente su una maglietta bianca è una perdita per tutti”. È uno dei passaggi più forti dell’intervento di Simona Capone, pronunciato dopo i funerali di Fabio Ascione, ucciso a Ponticelli la notte del 7 aprile.
La giovane, fidanzata di Santo Romano, assassinato per futili motivi nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2024, ha rivolto un appello accorato alla comunità: “La chiesa era gremita, però sono le strade che devono essere piene, si devono fermare tutti. Quando muore un ragazzo non è un problema soltanto della famiglia, è un problema di tutti quanti noi”.
Nel suo intervento, Capone ha insistito sulla necessità di un cambiamento concreto: “Non bisogna più sperare che non accada più, bisogna agire. Bisogna educare e rieducare questi ragazzi, perché sembra che abbiano smarrito qualsiasi valore”.
Parole dure anche contro il silenzio che spesso accompagna questi episodi: “Sono stati omertosi fino alla fine, hanno mentito, non hanno detto tutta la verità”.
Infine, l’amarezza per una tragedia che colpisce un’intera comunità: “Fortunatamente i funerali si sono celebrati in chiesa. È anche brutto dover dire fortunatamente perché stiamo parlando di un’anima innocente che è stata spezzata alla vita a soli vent’anni. È una vergogna, io non ci sto”.
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