Il panorama teatrale napoletano è in lutto per la scomparsa improvvisa di Gianni Sallustro, attore, regista e punto di riferimento per generazioni di giovani artisti. Aveva 55 anni. La notizia ha scosso l’intero ambiente culturale partenopeo, dove Sallustro era conosciuto per il suo impegno instancabile nella formazione e nella promozione del teatro.
Secondo quanto trapelato, Sallustro sarebbe morto nel sonno. Solo poche ore prima aveva condiviso sui social un video dedicato a “Io non dimentico”, la sua ultima opera, da lui interpretata e diretta: un gesto che oggi assume il valore di un commiato inconsapevole.
Fondatore nel 2007 dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema, Sallustro aveva costruito una realtà formativa capace di accogliere adulti, ragazzi e bambini, ottenendo negli anni numerosi riconoscimenti nazionali. La sua scuola è diventata un punto fermo per chi desiderava avvicinarsi alla recitazione con serietà e passione.
Per oltre vent’anni era stato al fianco di Michele Del Grosso, storico fondatore del Teatro Instabile di Napoli. Dopo la scomparsa del maestro, Sallustro aveva raccolto il testimone, assumendo la direzione del Tin e portando avanti una programmazione ricca di incontri, laboratori e spettacoli. Sotto la sua guida, il teatro aveva continuato a ospitare attori, registi e formatori di grande rilievo, diventando un laboratorio creativo aperto alla città.
La sua morte lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo partenopeo: colleghi, allievi e amici lo ricordano come un professionista appassionato, un educatore generoso e un uomo capace di trasformare il teatro in un luogo di crescita e comunità.
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