SESSA AURUNCA – La speranza si è spezzata nel modo più drammatico: dopo 38 giorni di ricerche, il corpo di Vincenzo Iannitti, 20 anni, è stato ritrovato in un locale interrato a San Castrese, frazione di Sessa Aurunca.
Il giovane era scomparso il 18 marzo, facendo perdere ogni traccia dopo essere uscito di casa. Il ritrovamento ha confermato i timori della famiglia e dell’intera comunità, che nelle ultime settimane si era mobilitata con fiaccolate e appelli pubblici.
Il cadavere è stato scoperto dai Carabinieri nel tardo pomeriggio del 20 aprile all’interno di un ripostiglio interrato ricavato sotto un edificio in ristrutturazione, a pochi passi dalla piazza centrale di San Castrese. Il corpo era avvolto in una busta, coperto da pietre e in avanzato stato di decomposizione. In alcuni resoconti si parla anche di piedi legati con una corda, tutti dettagli che hanno immediatamente orientato gli investigatori verso l’ipotesi di un delitto.
La zona è stata illuminata e messa in sicurezza dai vigili del fuoco per consentire il recupero della salma, poi trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Caserta per l’autopsia.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere. Nella notte tra il 20 e il 21 aprile, una persona — indicata come possibile sospettato — è stata condotta in caserma e sottoposta a un lungo interrogatorio. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.
Vincenzo era scomparso il 18 marzo, dopo essere uscito di casa e aver fatto colazione con un amico in un bar della zona. Da quel momento, nessuno lo aveva più visto. La famiglia aveva lanciato appelli accorati, anche attraverso la stampa e programmi televisivi, chiedendo aiuto e invitando chiunque sapesse qualcosa a parlare.
Il padre, Marco Iannitti, aveva scritto una lettera aperta denunciando un clima di omertà e chiedendo “verità e speranza”.
Il ritrovamento del corpo ha scosso profondamente San Castrese e tutto il territorio di Sessa Aurunca. Centinaia di persone hanno seguito da lontano le operazioni di recupero, in un silenzio carico di dolore. Il parroco, don Carlo Fiorenza, ha lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli”, chiedendo alla comunità di non voltarsi dall’altra parte.
Ora l’attesa è tutta per l’autopsia, che dovrà chiarire come, quando e in quali condizioni Vincenzo abbia perso la vita.
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