mercoledì, Aprile 22, 2026
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Arzano: Rosario Coppola ucciso per errore durante una sparatoria, arrestate 11 persone affiliate al clan 167

Svolta investigativa per la morte di Rosario Coppola, ucciso ad Arzano durante una sparatoria per uno scambio di persona.

La vittima, un piccolo imprenditore edile, è stata colpita da diversi proiettili mentre si trovava in auto con un conoscente, rimasto ferito ma non in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’episodio sarebbe riconducibile a uno scambio di persona: il bersaglio dei sicari sarebbe stato infatti un altro individuo, ritenuto vicino ad ambienti della criminalità locale. L’errore si è rivelato fatale, trasformando un cittadino innocente in vittima di una regolazione di conti.

Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo, hanno portato nel giro di poche settimane al fermo di undici persone, ritenute coinvolte a vario titolo nella pianificazione e nell’esecuzione dell’agguato. Tra loro figurerebbe anche colui che avrebbe ordinato l’azione, individuato come figura di riferimento di un gruppo attivo sul territorio.

Le indagini hanno consentito di svelare anche l’esecutore materiale del delitto in Armando Lupoli, orginario di Arzano, ma da tempo residente a Casavatore, ucciso poco dopo un mese circa, mentre era alla guida della sua auto insieme alla moglie in via Mazzini.

Insieme al nuovo boss sono finiti in carcere Antonio Caiazza, 34 anni ( detto Sasi); Davide Pescatore, 25 anni, ( pal’e fierro) ; Vittorio Scogliamiglio, 23 anni; Mattia Rea, 21 anni, ( ‘o cinese); Francesco Attrice, 25 anni, ( ‘o ferraro); Salvatore Lupoli, 32 anni; ( ‘o tromobone) nipote di Armando Lupoli e il fratello di questi Umberto Lupoli, 49 anni, ( ‘o nano) ; Antonio Alterio, 32 anni, ( ‘o sceriffo) Raffaele Silvestre, 49 anni e Pietrangelo Liotta, 26 anni ( ‘o chiatto).

Gli inquirenti hanno inoltre identificato l’esecutore materiale, deceduto in un successivo episodio violento avvenuto poco tempo dopo, a conferma di un clima di forte tensione tra gruppi rivali.

Il provvedimento restrittivo è stato disposto per prevenire una possibile escalation di violenza, in un contesto già segnato da scontri e atti intimidatori. Nelle prossime ore, gli indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dei fermi.

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