Luca Marsella, portavoce di CasaPound Italia e presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, spiega così a Napoli il senso della proposta di legge popolare che ha già raccolto 150mila firme, il triplo del necessario, e che, a suo avviso, “può cambiare il destino della nostra nazione, Rimandare a casa anzitutto i clandestini, “e poi anche i regolari: nessuna deportazione, ma un piano di incentivi per i volontari”.
Dopo le polemiche di fine gennaio per la mancata presentazione del testo alla Camera, con l’occupazione della sala da parte di parlamentari dell’opposizione poi sanzionati, il comitato ha avviato un tour in varie città con tappa a Napoli proprio alla vigilia del 25 aprile.
Una data che Cgil, Anpi e la base antagonista hanno considerato scelta provocatoria, “nella città delle Quattro Giornate, medaglia d’oro per la Resistenza”. Da qui l’organizzazione di un corteo: “Siamo in piazza – ha detto Nicola Ricci, segretario Cgil Napoli e Campania – contro la deriva di destra e fascista, che propone una legge sulla remigrazione con tutti i connotati del sovranismo, dell’antidemocrazia e del razzismo. Riaffermiamo con i movimenti, le associazioni, la rete No Kings e l’Anpi che Napoli è la capitale della multietnicità e dell’accoglienza”.
Il portavoce di CasaPound ha puntato l’indice contro “la città blindata, il clima di terrore” provocati dalla protesta: “Una città ostaggio dei centri sociali, delle loro connivenze con il Pd e gli altri partiti di sinistra. Questo vuol dire un sistema organizzato di intimidazione, di minacce”.
Al dibattito sulla remigrazione hanno partecipato anche due esponenti istituzionali: il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa e il capogruppo di FdI in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano.
Il parlamentare ha ribadito di condividere molti, non tutti, i punti della proposta: tra quelli da approfondire “il rimpatrio dei regolari che commettono reati”.
Condivisioni e distinguo anche dall’ex ministro Sangiuliano: “Alcune parti mi convincono, altre assolutamente no. Ma su temi così importanti è necessario discutere. Antidemocratico è chi pretende di imporre con chi si possa o meno parlare”.
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