NAPOLI – Musica, arte e rivendicazioni sfilano tra le vie di Napoli insieme agli artisti di strada, scesi questo pomeriggio in piazza con un corteo partito da piazza San Domenico Maggiore e giunto fino a piazza Dante.
Lo hanno ribattezzato “il corteo funebre degli artisti di strada”, portando tra la folla non solo bellezza e folklore, ma anche la rabbia per le restrizioni imposte dal regolamento comunale. “Veniamo multati per l’utilizzo di piccoli amplificatori e tamburelli. Sanzioni che arrivano anche a 250 o 500 euro”, denunciano i manifestanti.
“Siamo artisti e musicisti, chitarre e tamburi non sono armi – spiegano – Se si chiude la strada agli artisti, ai musicisti e ai bar, la si riapre alla delinquenza. Noi non lucriamo: portiamo un piatto di pasta a tavola e teniamo vive le tradizioni”. Chiedono l’abolizione del comma 4 dell’articolo 12 del regolamento comunale, che vieta l’utilizzo di quelli che loro chiamano “gli attrezzi del mestiere”. “Noi non siamo contro le regole – precisano -, ma bisogna trovare un equilibrio senza criminalizzare la cultura”.
A sostenere la protesta c’era anche l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Quando venni eletto, risolta l’emergenza rifiuti, dovevamo riempire di energia, talento e cultura questa città. Liberalizzai gli artisti di strada perché ritenevo che la loro forza potesse alimentare il riscatto di Napoli. Oggi, invece, sono visti come un problema di ordine e sicurezza pubblica. È un paradosso: a Napoli si spara ogni sera e si sanzionano gli artisti. Servono regole su orari e decibel, ma bisogna dialogare”.
La vertenza si intreccia con il più ampio e teso dibattito sulla regolamentazione della movida. Il Comune è recentemente intervenuto con un’ordinanza specifica su piazza San Domenico Maggiore. Sul tavolo resta soprattutto la delibera sugli orari – particolarmente restrittiva, con stop all’asporto alle 22,30 e chiusure anticipate nel weekend – che il Consiglio comunale non ha approvato nell’ultima seduta a causa delle frizioni interne alla stessa maggioranza.
Per ‘il Capitano’, personaggio iconico del centro storico, la situazione è in stallo: “L’arte di strada non può essere confusa con la movida notturna. Il regolamento che ci riguarda è stato approvato a dicembre 2022. Come comitato degli artisti avevamo lavorato con alcuni consiglieri a una bozza che armonizzasse le diverse esigenze, ma il testo non è mai arrivato in aula. Ultimamente riscontriamo serie difficoltà di interlocuzione. L’arte di strada è un valore aggiunto per Napoli: non vogliamo essere anarchici, ma vogliamo un regolamento giusto scritto con chi questo mestiere lo vive ogni giorno”. Dopo aver attraversato i luoghi simbolo delle sanzioni, i manifestanti si sono riuniti a piazza Dante per un flash mob. L’iniziativa si è presto trasformata in un grande concerto all’aperto.
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