mercoledì, Maggio 6, 2026
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“Se ci armate, noi non partiamo” domani studenti in piazza a Napoli

“Se ci armate, noi non partiamo”: è lo slogan riportato su volantini affissi all’esterno di diverse scuole della Campania per pubblicizzare il presidio in programma domani, 7 maggio, alle 11, in piazza dei Martiri, a NAPOLI.

“Contro i tagli all’istruzione pubblica e il 4+2. Fuori le aziende belliche dalle nostre aule. Contro un futuro di guerra sfruttamento”, si legge. L’iniziativa di domani è organizzata dal nodo Campania della rete nazionale Istituti Tecnici in occasione dello sciopero indetto da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur contro il riordino dei percorsi quinquennali.

“Il provvedimento che prevede il riordino e la modifica dei quadri orari degli istituti tecnici – spiega la rete nazionale degli Istituti Tecnici – è stato approvato a iscrizioni già concluse: le famiglie hanno scelto una scuola che da settembre non esisterà più. I collegi docenti, quando sono stati convocati – perché alcuni presidi hanno agito monocraticamente – hanno dovuto procedere d’urgenza, deliberando senza linee guida rispetto alle nuove discipline e con il parere contrario del Cspi”.

“La riforma – affermano gli studenti – prevede il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, la Formazione scuola-lavoro anticipata a 15 anni, l’imposizione della didattica per competenze condotta da esperti aziendali senza alcuna formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e titoli di studio non più comparabili tra i vari istituti del medesimo indirizzo. Di fatto, l’istruzione tecnica diventa sempre più asservita alle esigenze delle imprese locali, si fa ancora più classista e si impoverisce: sarà un’istruzione superficiale per i figli delle classi popolari, cessando il suo ruolo storico di ascensore sociale”.

“Se il governo non sospenderà l’entrata in vigore del riordino”, la rete annuncia già “ulteriori forme di protesta, del tutto conseguenti al disprezzo mostrato dai decisori politici: si va dal rifiuto collettivo di adottare i libri di testo per le future prime classi (in molte scuole sta già avvenendo!) alle dimissioni di massa dagli incarichi funzionali (vicepresidi, coordinatori, funzioni strumentali). Non si escludono azioni eclatanti in vista delle attività di fine anno come scrutini ed Esame di Maturità”.

“O si sospende la riforma, o il prossimo anno scolastico non partirà regolarmente”, annunciano i portavoce locali della Rete. Nella giornata di domani, 7 maggio, ci saranno manifestazioni in oltre trenta piazze italiane. Al governo chiedono di “sospendere il provvedimento di riordino dei tecnici e convocare il mondo della scuola per un coinvolgimento democratico immediato”.

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