La Campania torna a fare i conti con l’emergenza sanitaria della Terra dei Fuochi. I nuovi dati del Registro Tumori regionale confermano infatti uno scenario sempre più preoccupante: in 60 Comuni tra le province di Napoli e Caserta l’incidenza delle neoplasie maligne e la mortalità per cancro risultano superiori alla media regionale e nazionale. Un quadro che coinvolge anche fasce sempre più giovani della popolazione e che rilancia il dibattito sul possibile legame tra inquinamento ambientale e salute pubblica.
Sono 90 i Comuni inseriti nei Siti di interesse nazionale per rischio ambientale, di cui 56 nell’area metropolitana di Napoli e 34 nel Casertano. In circa due terzi di questi territori si registra un aumento significativo dei tumori, in linea con le aree italiane a più alta industrializzazione. A confermarlo è il report 2025 della Regione Campania, basato sui dati del periodo 2017-2019 con aggiornamenti fino al 2021 e proiezioni statistiche al 2025.
Le aree più colpite restano quelle dell’Asl Napoli 2 Nord, seguite da Napoli Centro e dalla provincia di Caserta. Proprio nel distretto di Acerra si registra uno dei picchi più alti di incidenza oncologica, soprattutto tra gli uomini. A crescere maggiormente è il tumore della prostata, destinato secondo le proiezioni a superare il cancro al polmone come neoplasia più diffusa nella popolazione maschile campana. Restano inoltre in aumento i tumori del colon-retto e del pancreas, mentre il tumore al polmone, dopo anni di crescita costante negli uomini, mostra una fase di stabilizzazione. Tra le donne, invece, il tumore al seno si conferma il più diffuso, seguito dal colon-retto e dal tumore del polmone, che continua a registrare un incremento significativo.
Preoccupano anche i dati relativi ai più giovani. Nei bambini tra 0 e 14 anni le forme tumorali più frequenti sono leucemie e linfomi, con prevalenza nei maschi. Tra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni emergono invece melanomi, tumori epiteliali e linfomi, soprattutto tra le ragazze. Sebbene il Registro Tumori Infantili non segnali un eccesso generalizzato rispetto alla media nazionale, nelle aree della Terra dei Fuochi si registra un incremento di tumori a cellule germinali e melanomi nella fascia giovanile.
Negli adulti, invece, l’eccesso riguarda soprattutto tumori associati a esposizioni ambientali prolungate, come quelli del fegato, del polmone, dello stomaco e il mesotelioma. Secondo gli esperti, il quadro epidemiologico rafforza l’ipotesi di un collegamento tra contaminazione ambientale e aumento delle neoplasie, anche se il rapporto diretto causa-effetto non è stato ancora dimostrato in modo definitivo.
A sostenere questa ipotesi sono anche gli studi di biomonitoraggio condotti negli ultimi anni. Le ricerche coordinate dal progetto EcoFoodFertility hanno evidenziato nei residenti delle aree più esposte elevate concentrazioni di metalli pesanti e contaminanti organici nel sangue e nel liquido seminale. Gli studiosi hanno inoltre riscontrato alterazioni biologiche importanti, tra cui danni al Dna spermatico e modifiche epigenetiche. Per quanto riguarda il mesotelioma, invece, il principale fattore di rischio resta la storica presenza di amianto in diverse aree delle province di Napoli e Caserta.
Gli specialisti sottolineano infine come la pandemia abbia aggravato ulteriormente il problema. Durante il biennio 2020-2021 molti screening oncologici sono stati sospesi o rallentati, causando ritardi nelle diagnosi precoci di tumori del colon-retto, della mammella e del collo dell’utero. Secondo gli esperti, le attività di prevenzione e screening in Campania risultano ancora insufficienti rispetto alla gravità del fenomeno.
Nell’area della Napoli 2 Nord si registra un eccesso di tumori del colon-retto, dello stomaco, della laringe, del polmone, del rene e del fegato, mentre nella provincia di Caserta risultano particolarmente diffuse le neoplasie delle vie biliari, della prostata e della mammella. Anche a Napoli città restano sotto osservazione le aree di Ponticelli-Barra-San Giovanni e Bagnoli-Coroglio, dove l’incidenza di melanomi e tumori del polmone, del fegato e del pancreas supera la media regionale.
Il report regionale rilancia dunque l’urgenza di accelerare le bonifiche ambientali e rafforzare i programmi di prevenzione sanitaria. La Terra dei Fuochi continua infatti a rappresentare una delle emergenze ambientali e sanitarie più gravi della Campania e dell’intero Paese.
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