NAPOLI – Saranno Mariagrazia Cucinotta, Leo Gassmann e BigMama le madrine ufficiali del Napoli Pride 2026, in programma il prossimo 27 giugno, anno in cui la manifestazione celebra i suoi 30 anni di storia con il claim “Ricomincio da 30”.
L’annuncio è stato dato da Diego Di Flora, direttore artistico del Napoli Pride per il sesto anno consecutivo, che ha presentato i protagonisti di un’edizione speciale dedicata alla memoria, ai diritti conquistati e alle nuove sfide per l’inclusione. Accanto Cucinotta, Gassmann e BigMama, il Napoli Pride 2026 avrà anche una madrina “solidale”, scelta come simbolo della memoria storica e dell’identità della comunità Lgbtqia+: la Tarantina, storica femminella napoletana che quest’anno ha compiuto 90 anni, figura iconica della cultura popolare partenopea, testimone di un percorso di resistenza, autenticità e accoglienza, e punto di riferimento per generazioni di persone Lgbtqia+. Di Flora ha dato l’annuncio in rappresentanza del Comitato organizzatore del Napoli Pride 2026, costituito da Antinoo Arcigay Napoli, Alfi Le Maree, Associazione Trans Napoli (Atn), Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow. Le madrine saranno presenti sia alla tradizionale parata del Pride che allo “Star Show” conclusivo in piazza Dante, cuore della festa.
Mariagrazia Cucinotta, attrice, produttrice e ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, dichiara: “Da sempre sono dalla parte di chi sceglie di amare seguendo il proprio cuore, per questo sono orgogliosa di essere madrina del Napoli Pride, una manifestazione che celebra la libertà di essere se stessi, il rispetto delle differenze e l’uguaglianza dei diritti. Napoli è una città che ho sempre sentito vicina per il suo calore, la sua umanità e la sua straordinaria capacità di accogliere. Essere qui, al fianco di una comunità che continua a promuovere inclusione, rispetto e libertà, è per me motivo di grande emozione. Credo che l’amore, in ogni sua forma, meriti di essere vissuto apertamente, con orgoglio, dignità e senza paura”.
BigMama, artista tra le più amate e influenti della nuova scena musicale italiana, si dice “davvero felicissima di poter essere con le mie persone al Pride di Napoli: per me sarà un’emozione fortissima perché è una città che io sento molto e che amo da morire. È un desiderio che avevo da un po’ ed ora si è finalmente avverato: non vedo l’ora di esserci per i nostri diritti, per le nostre vite, per la nostra felicità, per la nostra libertà, per noi. Essere madrina per me vuol dire tanto e donerò, alla città che mi aspetta, tantissimo rispetto, che è ciò che merita. Napoli è una città favolosa, piena di persone bellissime, persone che si attivano quotidianamente per la nostra realtà e non vedo l’ora di vederle in faccia tutte, di vederle tutte ballare, camminare, urlare, piangere, emozionarsi e vivere una giornata che non vedo l’ora di vivere anch’io. Quindi, uagliù, ci vediamo a Napoli”.
Leo Gassmann, cantautore e attore apprezzato per la sensibilità dei suoi testi e per l’attenzione ai temi sociali, dichiara: “In un tempo in cui i diritti vacillano e la violenza alza la voce, essere madrino del Pride di Napoli è un onore enorme per me. Voglio usare questa occasione per celebrare ogni sfumatura che rende il mondo più bello. E per stare sempre dalla parte di chi lotta, ogni giorno, per essere semplicemente se stesso”.
Diego Di Flora, direttore artistico del Napoli Pride, commenta: “Per il trentennale ho voluto tre personalità che, attraverso percorsi diversi, rappresentano il coraggio di essere se stessi, il valore dell’inclusione e la forza della cultura come strumento di cambiamento sociale. BigMama, Leo Gassmann e Mariagrazia Cucinotta parlano a pubblici differenti ma condividono autenticità, sensibilità e attenzione ai diritti. La loro presenza sarà un messaggio potente di vicinanza alla nostra comunità e a tutte le persone che credono in una società più libera e rispettosa delle differenze”. Sulla scelta della madrina solidale, Di Flora aggiunge: “La Tarantina rappresenta la nostra memoria collettiva. In un anno così importante, dedicato ai trent’anni del Pride, sentivo il dovere di rendere omaggio a chi ha vissuto epoche molto più difficili e ha contribuito, con la propria esistenza, ad aprire la strada alle nuove generazioni. I suoi 90 anni, la sua vita, sono un patrimonio umano, culturale e identitario che Napoli deve custodire e celebrare””
Il passato, il presente e il futuro sono gli elementi sui quali si fonda il Napoli Pride – spiegano dal comitato organizzatore – per celebrare la ricorrenza non possiamo fare a meno di ricordare la parata dell’orgoglio Lgbt dal claim ‘Jesce Sole’, il 29 giugno del 1996, quando le strade di Partenope furono raggiunte da un’ondata arcobaleno al rumore roboante delle motociclette. Il primo Pride del Sud Italia e il terzo a livello nazionale, dopo Roma 1994 e Bologna 1995. Il corteo, come ricorda l’attivista Franco Grillini, che riceverà proprio nella settimana del pride la cittadinanza onoraria di Napoli, avrebbe iniziato a porre le basi per le Unioni civili. Una lotta trasformatasi in legge l’11 maggio del 2016 e che oggi non può più bastare. La scelta degli ospiti, delle madrine e dei madrini nasce dall’esigenza di puntare i riflettori sulle differenze generazionali. Il passato non si può e non si deve cancellare, anzi va consacrato per rilanciare le nostre istanze. I messaggi dei giovani, le loro istanze e i differenti livelli di comunicazione portano uno sguardo nuovo e fluido: dalla condivisione e dai meticciati si creano le fondamenta per il futuro e per una società più equa e più giusta”.
Con il claim “Ricomincio da 30”, il Napoli Pride 2026 guarda al futuro partendo dalla propria storia: trent’anni di battaglie, conquiste e partecipazione che hanno reso la manifestazione uno degli appuntamenti più importanti del panorama nazionale dei diritti civili. Il Napoli Pride sarà preceduto da 10 giorni di eventi dal 18 al 28 giugno al Real Albergo dei Poveri per la Quarta edizione del Pride Park, il villaggio dei diritti.
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