martedì, Giugno 23, 2026
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Napoli: Lorenzo Spasiano freddato a Miano, spunta l’ipotesi di un agguato dopo la lite

Sarebbe stata la madre la prima ad accorrere dopo il ferimento a colpi di arma da fuoco di Lorenzo Spasiano, 21enne vittima di un agguato sotto casa nel quartiere Miano, zona nord di Napoli, e poi morto all’ospedale Cardarelli dove era stato trasportato d’urgenza.

“La mamma mi ha detto che ha sentito gli spari e le grida del figlio, è uscita di casa e l’ha trovato a terra”, ha raccontato Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo di via Janfolla, che conosceva il ragazzo.

Non risultano collegamenti di Spasiano con ambienti vicini alla criminalità organizzata; gli investigatori non escludono che possa essersi trattato di un agguato conseguenza di una precedente lite con altre persone del quartiere. Indagano i Carabinieri del nucleo operativo Napoli Stella.

Giovane incensurato ucciso, a marzo la lite con un minore, poi gli strascichi

La lite che ha visto protagonista il ventunenne Lorenzo Spasiano, esperto di boxe, e un minorenne risale allo scorso mese di marzo ma avrebbe avuto, secondo quanto si apprende, degli strascichi nel corso di questi ultimi mesi. Oggi l’epilogo con l’operaio di 21 anni raggiunto da un colpo di pistola al torace. La famiglia della vittima è composta dal padre, che guida l’ambulanza, dalla madre molto credente, che assiste una invalida, e cinque figli: nessuno di loro ha collegamenti col crimine.

Napoli: 21enne ucciso, parroco ‘un lavoratore, nessun legame con malavita’

Un giovane vivace, lontano da ambienti della malavita e gran lavoratore. Così viene descritto Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte a Miano, quartiere della zona nord di Napoli.

L’agguato è avvenuto in via Caprera, sotto la sua abitazione dalla quale era appena uscito proprio per recarsi a lavoro. Spasiano, racconta il parroco della chiesa di Sant’Anfonso e San Gerardo di via Janfolla don Salvatore Cinque, aveva lavorato per anni in un panificio di fronte alla chiesa, prima di trovare di recente una nuova occupazione.

“Era un ragazzo mite ma vivace, come tutti i ragazzi del quartiere, ma nessun legame con la malavita. Si svegliava presto ogni mattina per andare a lavorare”, ha spiegato il parroco.

“È una notizia che ci scuote e ci addolora – ha aggiunto – ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e per questo dobbiamo puntare sull’educazione, creare dei poli educativi anche all’interno del quartiere. È una cosa che stiamo già realizzando, infatti a breve inaugureremo il nuovo oratorio per prendere i ragazzi dalla strada e portarli in parrocchia, per dar loro un’educazione”.

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