mercoledì, Giugno 24, 2026
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Sit-in dei lavoratori de ‘La Sonrisa’ all’esterno della struttura del ‘Castello delle Cerimonie’: “Vogliamo dignità”

Sit-in dei lavoratori del Grand Hotel La Sonrisa questa mattina a Sant’Antonio Abate (Napoli).

La manifestazione si tiene nel piazzale antistante i cancelli della struttura nota per essere stata per anni La location del reality show “Il Castello delle Cerimonie”, oggi chiuso a seguito della confisca per lottizzazione abusiva e alla revoca delle licenze decisa dal Comune di Sant’Antonio Abate, di recente confermata dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della famiglia Polese.

I lavoratori chiedono La tutela dei livelli occupazionali del personale impiegato nella struttura e La prosecuzione dell’attività, in particolare nella stagione turistica.

“Ci avete tolto la dignità”, sit-in per salvare il castello delle cerimonie

“Senza un briciolo di umanità ci avete tolto lavoro, sorriso e dignità”: c’è anche Sabatino Polese, fratello del defunto fondatore, il “boss delle cerimonie” Antonio Polese, tra i circa cento lavoratori del Grand Hotel La Sonrisa scesi stamattina in piazza, a Sant’Antonio Abate, in provincia di NAPOLI, per chiedere tutele davanti ai cancelli chiusi del castello delle cerimonie, così ribattezzato grazie al nome del fortunato programma televisivo.

Durante il sit-in, tenuto sotto stretto controllo dalle forze di polizia, sono stati gridati slogan (“Sant’Antonio Abate è la Sonrisa” e “vogliamo il lavoro”) dai manifestanti “armati” di cappellini, magliette, bandiere.

Già da diverse settimane, ormai, l’imponente struttura ricettiva è priva delle licenze, ritirate dal Comune e confermato dal Consiglio di Stato. Com’è noto una sentenza del tribunale di Torre Annunziata, risalente al 2016, poi confermata dalla Cassazione nel 2024, ha definitivamente acclarato che La Sonrisa si erge in virtù di una lottizzazione abusiva iniziata nel 1979 e continuata, secondo quanto emerso dagli accertamenti, fino ad alcuni anni fa, producendo un impatto sul territorio.

Adesso gli edifici, parzialmente abusivi, giardini, case, parcheggio ed eliporto sono stati acquisiti dal Comune proprietario di un’area che si estende su ben 44mila metri quadrati. Attualmente risultano sospesi gli sgomberi inerenti i tre appartamenti dove vivono i componenti della famiglia Polese e alcuni locali commerciali.

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