sabato, Giugno 27, 2026
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Terremoto devastante in Venezuela: oltre 900 morti e 50mila dispersi. Tajani: “Tre vittime italiane, pronti aiuti per 10 milioni”

Due violente scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 mettono in ginocchio il Venezuela. Ospedali al collasso e stato di La Guaira militarizzato contro gli sciacallaggi. Atterrati i primi 100 soccorritori dall’Italia, mentre l’Onu mobilita la comunità internazionale e gli Usa sospendono le sanzioni.

CARACAS – In meno di sessanta secondi, un doppio e violentissimo sisma ha devastato il Nord del Venezuela, trasformando intere città in cumuli di macerie. Secondo i dati forniti dal Servizio Geologico degli Stati Uniti, la terra ha tremato due volte con un’intensità devastante: la prima scossa, di magnitudo 7.1, ha colpito vicino alla città di Moron; la seconda, di magnitudo 7.5, è stata registrata a pochi chilometri da San Felipe. Entrambi gli epicentri sono stati localizzati a circa 300 chilometri dalla capitale Caracas.

Un bilancio drammatico

I numeri della tragedia si aggravano di ora in ora. Il bilancio provvisorio parla di almeno 920 vittime accertate e oltre 4.000 feriti. A spaventare maggiormente, però, è il dato sui dispersi: si stima che circa 50.000 persone manchino all’appello, un numero drammaticamente incerto e difficile da verificare a causa dell’alto tasso di emigrazione clandestina che caratterizza l’area. Secondo le Nazioni Unite, le persone colpite direttamente e indirettamente dal disastro sono 6,8 milioni.

Ospedali al collasso e stato militarizzato

Il sistema sanitario venezuelano, già fragile, è definitivamente collassato. Oltre venti strutture ospedaliere hanno riportato danni strutturali gravissimi, lasciando il personale medico senza scorte di base per affrontare l’enorme afflusso di feriti. Per far fronte al caos ed evitare episodi di sciacallaggio tra le macerie, la presidente ad interim Rodríguez ha decretato l’immediata militarizzazione dello Stato di La Guaira, considerata l’epicentro della distruzione.

Il dramma degli italiani e i soccorsi in arrivo

L’onda d’urto del sisma ha colpito duramente anche la numerosa comunità italiana residente nel Paese. Intervenendo in collegamento da Dubrovnik alla trasmissione Uno Mattina, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito “tremendo” il quadro della situazione.

Le notizie fornite dalla Farnesina restituiscono un bollettino in continuo aggiornamento:

  • 3 vittime accertate con cittadinanza italo-venezuelana.

  • 4 feriti (in lieve calo rispetto alle prime stime).

  • Circa 42 dispersi, numero che desta grande preoccupazione.

“Con una comunità composta da 150.000 persone, più quelli non registrati all’Aire, temiamo che possano esserci altri problemi per i nostri connazionali”, ha sottolineato Tajani.

La risposta dell’Italia non si è fatta attendere. Due voli militari sono decollati da Pratica di Mare: il primo, atterrato in nottata vicino a Caracas, ha portato sul campo circa 100 esperti italiani, tra cui squadre di ricerca e soccorso dei Vigili del Fuoco, personale dell’Unità di Crisi della Protezione Civile e medici dell’Ares 118 Lazio. Un secondo velivolo con ulteriore personale specializzato nel recupero di feriti in aree disastrate è atteso in queste ore.

Gli aiuti finanziari dell’Italia

Il Governo italiano ha già predisposto un piano di supporto economico, stanziando fino a 10 milioni di euro. I primi 5 milioni sono già operativi e così ripartiti:

  • 3 milioni di euro a supporto delle organizzazioni della società civile italiane attive in Venezuela.

  • 1 milione di euro alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa.

  • 1 milione di euro al Programma Alimentare Mondiale (WFP).

La mobilitazione internazionale

Mentre il Venezuela lotta contro il tempo scavando a mani nude, è scattata una massiccia mobilitazione globale coordinata dall’Onu. Attualmente, sono 1.000 i soccorritori provenienti da 17 Paesi diversi che stanno operando sul campo.

Solidarietà è giunta anche dal Vaticano, con Papa Leone XIV che ha inviato un primo aiuto immediato di 100.000 euro per le prime necessità. Nel frattempo, da Washington è arrivata una decisione cruciale per l’efficacia dei soccorsi: gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione temporanea di alcune sanzioni economiche, una mossa vitale per garantire che la macchina degli aiuti umanitari non incontri ostacoli burocratici o finanziari.

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