Alla Stazione Centrale di Napoli e al mercato ortofrutticolo di Afragola battuto ogni record per il caldo: raggiunti i 48 gradi. È quanto rilevato da Legambiente Campania che ha monitorato 10 hotspot termici, dieci aree della regione che negli ultimi 10 anni hanno rilevato temperature medie al suolo.
Il mercato ortofrutticolo di Afragola è un punto emblematico, secondo Legambiente, “perché unisce intensità d’uso, grandi spazi asfaltati e forte esposizione al sole. Qui il caldo non è soltanto un disagio ambientale: incide sulle condizioni di chi lavora, sui tempi e sulle modalità della movimentazione delle merci, sulla permanenza negli spazi esterni e sulla qualità complessiva del luogo. È un hotspot che rende evidente quanto il surriscaldamento abbia anche una dimensione produttiva e sociale”.
La Stazione Centrale “è uno dei punti più eloquenti della mappa, perché concentra traffico, asfalto, superfici dure, flussi continui e assenza di reale sollievo climatico. In un nodo così intenso, il caldo non colpisce solo chi lavora o transita, ma mette in evidenza l’inadeguatezza di molti spazi di mobilità ad affrontare le ondate di calore. È un hotspot che parla di infrastruttura, ma anche di vulnerabilità urbana e di disuguaglianza nell’accesso a luoghi freschi e sicuri”.
Seguono cinque punti dove la temperatura si assesta sui 46°C: Zona residenziale di Macerata Campania – Area Mercato di Caserta – 46°C- Zona residenziale di Sant’Antimo – 46°C— San Cipriano d’Aversa – 46°C— Mercato San Severino – 46°C. Seguono — Piazza Enrico, Benevento – 45°C, Corso Vittorio Emanuele, Avellino – 44°C. Chiude — Via del Carmine, Salerno – 41 °C.
Le ondate di calore che colpiscono la Campania non arrivano all’improvviso ma trovano un territorio già segnato da aree che, negli ultimi dieci anni, hanno mostrato una persistenza anomala delle temperature medie al suolo.
Legambiente Campania ha individuato 10 hotspot termici stabili, dieci punti del territorio che nel tempo si sono scaldati più del contesto circostante, diventando segnali di vulnerabilità climatica. Non si tratta di semplici anomalie, ma di luoghi in cui il caldo si accumula, persiste e si traduce in un impatto concreto su chi li abita, li attraversa o ci lavora.
Per individuarli, è stato analizzato l’andamento termico del territorio campano nel periodo 2015-2025, utilizzando i dati del sensore termico a bordo dei satelliti Landsat 8 e Landsat 9. Sono state individuate le aree in cui il calore si è concentrato con maggiore continuità nel tempo. Un hotspot termico è un’area che, rispetto al contesto circostante, presenta valori di temperatura del suolo sistematicamente più elevati e una maggiore esposizione al surriscaldamento. Rappresenta quindi un segnale di vulnerabilità climatica e territoriale.
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