venerdì, Agosto 14, 2026
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La Sonrisa, coperte insegne e indicazioni stradali: esplode la protesta della famiglia Polese

Nuovo capitolo nella vicenda del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, la struttura divenuta famosa in tutta Italia anche grazie al programma televisivo Il Castello delle Cerimonie. Dopo la confisca e il passaggio dell’immobile al patrimonio pubblico, sono state oscurate sia l’insegna principale all’ingresso sia alcune indicazioni stradali che per decenni hanno accompagnato ospiti e sposi verso il complesso di via Stabia.

L’intervento ha immediatamente provocato la reazione della famiglia Polese, storicamente legata alla struttura. A manifestare pubblicamente tutta la propria amarezza è stata Anna Polese, nipote del fondatore Antonio Polese, che attraverso Instagram ha duramente criticato la decisione.

«Vergogna. Se pensate che 50 anni di storia si cancellino così vi sbagliate di grosso. Il telone un giorno lo toglieranno. La vergogna resta», ha scritto sui social.

Parole alle quali si è aggiunto anche il commento di Gaetano Davide, storico cameriere del ristorante e volto conosciuto dal pubblico televisivo, che ha definito quanto accaduto una scelta «ridicola esageratamente».

La preoccupazione per il futuro dei dipendenti

Dietro la protesta non c’è soltanto il valore simbolico delle insegne. Al centro delle preoccupazioni della famiglia e delle maestranze rimane soprattutto il destino dei lavoratori e dell’intero indotto che negli anni si è sviluppato intorno alla struttura, tra fornitori, manutentori e attività collegate al settore degli eventi.

Le critiche sono rivolte in particolare all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale, alla quale viene chiesto un maggiore impegno per individuare una soluzione capace di tutelare i livelli occupazionali.

Il tema è stato affrontato anche nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltasi a Sant’Antonio Abate alla presenza del prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Il prefetto: «La proprietà e la questione occupazionale sono due piani distinti»

Di Bari ha ribadito come, dal punto di vista giuridico, il percorso che ha portato al trasferimento della struttura al Comune sia ormai definito. La confisca, conseguente alla vicenda giudiziaria legata alla lottizzazione abusiva, ha determinato il passaggio del complesso al patrimonio pubblico e spetterà adesso all’amministrazione locale stabilirne la futura destinazione.

Il prefetto ha però distinto nettamente questo aspetto da quello riguardante i dipendenti. Se la questione della proprietà appartiene infatti al piano giudiziario e amministrativo, quella dei lavoratori dovrà essere affrontata sotto il profilo sociale e occupazionale.

Proprio su questo fronte la Prefettura di Napoli ha manifestato la propria disponibilità ad aprire un tavolo di confronto, coinvolgendo le parti interessate per valutare possibili soluzioni.

Intanto, davanti all’ingresso del celebre Castello delle Cerimonie, il telo che oggi copre la storica insegna diventa il simbolo visibile di una fase completamente nuova per La Sonrisa. Una svolta che, per la famiglia Polese e per chi ha lavorato per anni nella struttura, continua però ad essere vissuta con profonda amarezza.

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