lunedì, Settembre 7, 2026
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Marano, auto incendiata sotto casa: Raffaele De Rosa ancora nella paura. «Chi è stato è ancora libero, sa dove vivo»

MARANO DI NAPOLI – Resta forte la preoccupazione di Raffaele De Rosa, il cittadino disabile di Marano la cui automobile è stata incendiata sotto casa. Il responsabile del gesto non è stato ancora identificato e proprio questa circostanza continua ad alimentare la paura di Raffaele e della sua famiglia.

«Sono molto preoccupato perché la persona che ha incendiato la mia automobile è ancora a piede libero e, per quanto ne so, non è stata ancora identificata», racconta Raffaele.

A rendere ancora più inquietante la vicenda sono soprattutto le modalità dell’incendio. L’automobile è stata data alle fiamme proprio nei pressi della sua abitazione, un particolare che per la vittima assume un significato particolarmente preoccupante.

«Per incendiare la mia automobile sotto casa significa che questa persona sa dove abito. È questo che mi spaventa tantissimo. Non ho paura soltanto per me, ma soprattutto per la mia famiglia. Sapere che chi ha compiuto un gesto del genere è ancora libero e potrebbe sapere dove viviamo ci fa sentire molto vulnerabili».

Nonostante la paura, Raffaele ribadisce la propria fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e degli investigatori.

«Mi fido delle forze dell’ordine e sono certo che stanno facendo tutto quello che è necessario per arrivare alla verità e individuare il responsabile».

Al suo fianco c’è anche Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea, che comprende da vicino lo stato d’animo dell’uomo alla luce delle esperienze vissute dalla sua stessa famiglia.

«Capisco benissimo la paura di Raffaele, perché purtroppo anche noi non ci sentiamo più al sicuro da tempo. Dopo aver subito tantissimi atti vandalici alla nostra automobile per difendere lo stallo di Andrea, siamo arrivati al punto che, soprattutto di notte, preferiamo entrare la macchina all’interno del parco dove viviamo e metterla in un angolino, davanti al posto di un nostro vicino di casa che ci fa questo favore, anche se sappiamo che formalmente non sarebbe consentito. Lo facciamo perché abbiamo paura di subire altri atti vandalici».

Una situazione che, secondo Maraucci, ha inciso profondamente anche sulla serenità quotidiana della famiglia.

«Siamo arrivati al punto che quando sentiamo suonare il citofono saltiamo, ci allarmiamo immediatamente e ci chiediamo chi possa essere e cosa possa volere. Questa non è vita: significa vivere continuamente con la paura che possa succedere qualcosa».

La presidente dell’associazione racconta inoltre il peso dell’incomprensione che, a suo dire, arriva anche da alcune persone che vivono nello stesso contesto abitativo.

«La cosa che fa ancora più male è che ci sono alcuni vicini che ci guardano male perché abbiamo lo stallo per disabili e poi, la sera, vedono che entriamo la macchina nel parco. Non capiscono che dietro quella scelta c’è la paura. Non capiscono quello che affronta e subisce chi decide di combattere ogni giorno per i propri diritti e per quelli degli altri».

Infine, tornando sulla vicenda che riguarda Raffaele De Rosa, Maraucci ribadisce la propria fiducia nel lavoro degli investigatori:

«Per quanto riguarda nello specifico Raffaele, siamo fiduciosi nelle indagini degli inquirenti».

L’auspicio è ora che le indagini possano fare piena luce sull’accaduto e consentire di individuare il responsabile, restituendo a Raffaele e alla sua famiglia quella serenità che, dopo l’incendio dell’automobile sotto casa, è inevitabilmente venuta meno.

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