mercoledì, Aprile 22, 2026
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Afragola, genitori di un 12enne con ‘Bisogni Educativi Speciali’ denunciano scuola: “Gita trasformata in incubo per nostro figlio”

La gita scolastica doveva essere un momento di crescita, condivisione e divertimento per un alunno 12enne di una scuola media di Afragola, con “Bisogni educativi speciali” e invece, secondo il racconto della sua famiglia, si sarebbe trasformata in un’esperienza di isolamento ed esclusione che ha spinto i genitori a presentare una denuncia alla Procura di NAPOLI Nord.

La famiglia è stata costretta ad accettare, viene riferito dai genitori, la decisione di lasciarlo solo in compagnia del padre, durante la gita, durata qualche giorno, escludendolo dalla convivialità che invece caratterizza queste iniziative.

In sostanza sarebbe stato deciso, in un consiglio di classe straordinario, che il 12enne avrebbe potuto prendere parte alla gita solo se accompagnato dal padre e con l’obbligo di pernottare esclusivamente con lui.

In caso contrario, il ragazzo non avrebbe potuto partecipare.

Il papà del ragazzino, però, era anche l’autista del bus usato per l’escursione che, secondo le norme, deve rispettare il riposo per tutelare la sicurezza dei passeggeri.

Durante la gita sarebbero emerse tutte le criticità della scelta: il ragazzo, che a detta della famiglia presenta piena consapevolezza cognitiva, avrebbe vissuto momenti di forte disagio emotivo generato dalla consapevolezza della propria esclusione e dell’impossibilità di condividere pienamente l’esperienza con i propri compagni, soprattutto nei momenti di pernottamento.

Nel corso di una di queste crisi, la madre, rimasta a casa, avrebbe contattato il referente per l’inclusione della scuola, descritto dalla famiglia come una persona disponibile, il quale, sempre secondo il loro racconto, avrebbe informato la madre di aver parlato con la dirigente scolastica rimasta – a loro dire – irremovibile sulla decisione presa.

“Riteniamo mortificante una situazione del genere”, sottolineano i genitori, “non solo ha colpito l’autostima di nostro figlio, ma ha trasformato quello che doveva essere un momento bello, un’esperienza con i compagni, in un vero e proprio incubo. Nostro figlio si è sentito diverso, escluso, nonostante fosse presente e pagato regolarmente la quota”.

La famiglia si è rivolta all’associazione “La Battaglia di Andrea” ottenendo così il supporto dell’avvocato Sergio Pisani il quale ha anche inviato segnalazioni agli organi competenti, tra cui il ministero dell’Istruzione e del Merito e Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.

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