”È brutto. È brutto rivedere, ripensare, ma soprattutto scoprire le tante cose successe in quella sala operatoria e tutto ciò che è successo dopo l’intervento, però noi stiamo vivendo perché arrivi il giorno del processo. Perché non vediamo l’ora di guardare negli occhi chi ha fatto tutto questo. E perché dobbiamo ottenere giustizia. Ora la voglia di giustizia è più forte del dolore”.
Così Patrizia Mercolino, mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto in seguito ad un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di NAPOLI. A margine della presentazione di ‘Un cuore bruciato’, libro di cui è autrice insieme a Francesco Petruzzi, la donna confida:
”Sono molto sincera, io e mio marito aspettiamo il momento dell’inizio del processo, vogliamo vedere se anche loro avranno il coraggio di guardarci negli occhi’‘. Del resto, ”ci dicono sempre che il tempo aiuta a guarire le ferite, a vivere, ma non è così, credetemi. Ogni giorno è sempre peggio. È giusto che la gente sappia quello che abbiamo vissuto e ciò che stiamo vivendo”.
‘‘Sono convinta -aggiunge – che se non avessimo fatto diventare questo caso mediatico, nessuno ne avrebbe saputo niente”. Anche per questo ”vorrei ringraziare i giornalisti, con i quali abbiamo sempre avuto un bel rapporto, sin dal primo giorno. Ci hanno aiutato, si sono immedesimati nel nostro dolore. Il loro non era solo lavoro, era come essere tutti una famiglia”.
In ogni caso, conclude, ”Io credo fortemente nella giustizia e sono convinta che questa volta riusciremo ad ottenerla. Ne sono certa’‘.
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