CAIVANO – Il nome di Pietro Loffredo torna drammaticamente al centro della cronaca. Il padre di Fortuna, la bambina uccisa nel Parco Verde di Caivano nel 2014, si trova oggi ad affrontare una nuova, dolorosa vicenda familiare: i suoi tre figli minori sono stati allontanati dai genitori e collocati in una casa-famiglia.
I bambini hanno tre, quattro e sette anni. Il provvedimento è stato eseguito a Lanciano, in provincia di Chieti, dove la famiglia si trovava, ma la vicenda riporta inevitabilmente l’attenzione su Caivano e sulla tragedia che oltre dodici anni fa sconvolse il Parco Verde.
A rendere noto l’accaduto sono gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, difensori di Pietro Loffredo. Secondo quanto riferito dai legali, i due bambini più piccoli sarebbero stati prelevati dall’abitazione alla presenza della madre, mentre la figlia maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola dagli assistenti sociali, accompagnati da agenti in abiti civili.
L’allontanamento, sempre secondo la ricostruzione della difesa, sarebbe stato disposto a seguito di presunte criticità igienico-sanitarie riscontrate nell’abitazione e per la presenza di cani in casa. Circostanze che i genitori contestano nettamente.
Gli avvocati parlano di un intervento improvviso e particolarmente traumatico e annunciano una richiesta immediata di accesso a tutti gli atti per verificare quali elementi abbiano portato all’adozione di una misura così grave.
«La tutela dei minori – sostengono i legali – deve poggiare su accertamenti rigorosi, proporzionati e sottoposti a un immediato controllo giudiziario». La difesa chiede inoltre che vengano garantiti sostegno psicologico e assistenza ai tre bambini e ai loro genitori.
A rendere ancora più delicato il caso è la storia personale di Pietro Loffredo. Nel giugno del 2014 sua figlia Fortuna, conosciuta da tutti come Chicca, morì dopo essere stata violentata e scaraventata nel vuoto da un edificio del Parco Verde di Caivano. Una tragedia diventata uno dei simboli più dolorosi del degrado e degli abusi sui minori in quell’area.
Oggi, a distanza di anni, il padre della bambina si trova nuovamente davanti alla separazione dai propri figli. I suoi legali temono che un distacco così improvviso possa avere pesanti conseguenze emotive sull’intero nucleo familiare.
La difesa ha già annunciato iniziative legali per ricostruire l’esatta dinamica del provvedimento e verificare la sussistenza dei presupposti che hanno portato all’allontanamento.
L’obiettivo dichiarato è ottenere, qualora non emergano condizioni di pericolo per i bambini, il più rapido ricongiungimento familiare.
Da Caivano a Lanciano, la storia di Pietro Loffredo torna così a intrecciarsi con quella dei suoi figli e con un passato che continua a pesare profondamente sulla famiglia.
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