Sono bastate meno di 48 ore alla Polizia di Stato per risalire ai presunti autori del violento pestaggio avvenuto martedì sera a Fuorigrotta, all’esterno del McDonald’s di via Giovanbattista Marino. A finire nel mirino del branco, composto da almeno cinque o sei ragazzi, è stato l’ingegnere 47enne Raffaele Lomasto, fratello del consigliere della decima municipalità Sergio Lomasto.
Quattro i giovani già identificati e denunciati per minacce e lesioni: tre minorenni (due sedicenni e un diciassettenne) e un maggiorenne. L’indagine, condotta dagli agenti del commissariato San Paolo insieme alla Squadra Mobile e con il supporto della Polizia Scientifica, si è rivelata rapida ma complessa. Decisiva l’analisi di migliaia di fotogrammi estratti dai sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno consentito di dare un nome e un volto agli aggressori. Non è escluso che nelle prossime ore possano emergere ulteriori responsabilità a carico di altri ragazzi coinvolti.
La dinamica dell’aggressione
Secondo quanto ricostruito, i fatti si sono verificati intorno alle 23 di martedì. L’ingegnere si trovava in auto con la moglie e i due figli, di 10 e 14 anni, quando ha incrociato un corteo di scooter e motociclette impegnato in una corsa improvvisata lungo via Giovanbattista Marino. A causa delle manovre pericolose dei giovani, l’uomo è stato costretto a una brusca frenata, che ha provocato la caduta di una coppia di ragazzi in sella a uno scooter.
Raffaele è sceso immediatamente dall’auto per accertarsi delle loro condizioni e offrire aiuto. Invece di accettare l’assistenza, il gruppo ha iniziato a insultarlo e in pochi istanti lo ha accerchiato, colpendolo ripetutamente con calci e pugni. L’uomo ha tentato di difendersi, ma è stato sopraffatto dalla violenza del branco e costretto a terra, sotto lo sguardo impotente e terrorizzato della moglie e dei figli.
Le indagini e i procedimenti giudiziari
Le immagini delle telecamere – definite dagli investigatori “choc” – hanno ripreso l’intera aggressione, diventando prova fondamentale per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. I tre minorenni denunciati sono ora al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, mentre il quarto indagato risponde davanti all’ufficio inquirente diretto da Nicola Gratteri.
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