Lo chef Antonino Cannavacciuolo è in questi giorni sotto i riflettori per essersi guadagnato un importante riconoscimento – il suo ristorante a Novara, ‘Villa Crespi’, ha ottenuto la terza stella Michelin portando il 47enne a sette totali – e il ‘Corriere della Sera’ ha intervistato per l’occasione sua mamma Anna.
«Certi figli se non li raddrizzi da piccoli, dopo non ci riesci più!» ha asserito, riferendosi all’educazione che gli ha impartito e al pugno fermo che ha avuto nel corso della sua infanzia e adolescenza per forgiarlo nell’uomo che è oggi.
Nel corso dell’intervista, la signora Anna ha ricordato di quando lei e il marito sequestravano per quindi giorni il motorino ad Antonino ogni qualvolta veniva beccato a fare delle impennate o di quando ha messo – letteralmente – alla porta lui e la sorella in seguito a un furibondo litigo. La punizione più severa, tuttavia, scattava nel momento in cui il ragazzo non rispettava il coprifuoco serale e rientrava più tardi del previsto: finiva a dormire in macchina, più precisamente nella 500 blu della donna.
«Ancora non era grosso come adesso, però era sempre un ragazzo alto». E se lui tentava di ribellarsi alla decisione facendo appello a cavilli («Mi sono informato: è inutile che minacci di farmi trovare il materasso fuori di casa, perché non ho ancora 18 anni e non puoi cacciarmi»), lei non si scomponeva e ribatteva: «E allora andiamo insieme dai carabinieri e chiediamogli a che ora è prevista la ritirata per un minorenne».
Un modo di fare che, alla fine, gli ha fatto più bene che male.
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