Un Consiglio comunale composto esclusivamente dalle forze politiche del campo largo di centrosinistra. È il caso di San Giorgio a Cremano, comune di oltre 40mila abitanti alle porte di Napoli, che ieri ha eletto il nuovo sindaco: è Michele Carbone, sostenuto da dieci liste tra cui Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Psi. Percentuale più che “bulgara” per Carbone, eletto al primo turno con l’87,67% dei consensi. Un risultato che vale al suo schieramento l’elezione in Consiglio comunale di 23 consiglieri su 24. A completare la composizione del Consiglio comunale sarà il primo dei candidati a sindaco non eletti, è cioè Patrizia Nola del Movimento 5 Stelle, che alle comunali di San Giorgio a Cremano si è presentato da solo. Restano quindi fuori dal nuovo Consiglio comunale tutti i partiti del centrodestra, a partire da Fratelli d’Italia che con il suo candidato sindaco Maurizio Bruno ha raccolto appena l’1,48%.
Risultati molto simili a quelli di Portici ed Ercolano, comuni che insieme a San Giorgio fanno parte del cosiddetto “Miglio d’Oro” lungo la costa vesuviana.
A Portici, comune di 51mila abitanti e con la più alta densità abitativa d’Italia, il nuovo sindaco è Claudio Teodonno, candidato sostenuto da Pd, Psi ed Europa Verde, eletto con il 59,46% dei voti; dietro di lui Fernando Farroni, candidato sostenuto da Movimento 5 Stelle, Casa Riformista e Noi di Centro, fermo al 36,19%. Anche in questo caso i due candidati delle forze del campo largo si spartiranno i posti in Consiglio comunale: 16 per le liste a sostegno di Teodonno, 7 per quelle di Farroni (più il candidato sindaco). Restano fuori dal Consiglio comunale Forza Italia con il candidato Giovanni Ciaramella (3,12%) e Fratelli d’Italia con Ione Abbatangelo ferma all’1,23%.
Infine Ercolano, 50mila abitanti, dove il campo largo si è presentato compatto a sostegno di Antonietta Garzia, eletta con il 68,63% dei voti. Pietro Sabbarese, candidato di Azione, si è fermato a 19,63%; più dietro Luigi Fiengo, sostenuto da Lega, Udc e Noi Moderati con il 4,96%, e Luciano Schifone, candidato di Fratelli d’Italia, padre della deputata FdI Marta Schifone, fermo al 4,59%. Per i soli Fiengo e Schifone la consolazione dell’elezione in un Consiglio comunale altrimenti “monocolore” di centrosinistra.
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