“In seguito alla pronuncia dei giudici della settima sezione del Tribunale amministrativo regionale della Campania, da oggi diventa definitiva la revoca delle licenze per le attività alberghiera e di ristorazione del Grand Hotel La Sonrisa da parte del Comune di Sant’Antonio Abate. Ne consegue che, da domani (oggi ndr), le attività debbano cessare”.
Così in una nota, la sindaca Ilaria Abagnale, in relazione alla decisione adottata dal Tar che si è pronunciato contro le istanze presentate dalla famiglia Polese.
“Contestualmente, in seguito alla prima ordinanza di sgombero per i soli tre immobili ad uso abitativo emessa la scorsa settimana, oggi – fa sapere la prima cittadina – gli uffici comunali hanno emesso la seconda ordinanza di sgombero per quanto riguarda anche la parte commerciale del complesso immobiliare, già di proprietà del Comune. Si tratta di due provvedimenti che rientrano nella normale presa di possesso dell’intero compendio assegnato all’ente comunale in seguito ad una sentenza definitiva per lottizzazione abusiva che ha stabilito l’acquisizione di tutti gli immobili e i terreni che ricadono in quella area”. “Nel frattempo, come già avvenuto nei giorni scorsi, prosegue l’interlocuzione con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha già istituito un tavolo apposito per la gestione di tutta la fase di acquisizione dei beni immobiliari”, conclude la sindaca.
Castello delle cerimonie, famiglia Polese ‘continueremo la nostra battaglia’
“Nel prendere atto della decisione resa dal Tar in merito alla sospensione delle licenze e delle autorizzazioni relative alla struttura, comunichiamo di aver già conferito mandato ai nostri legali affinché venga proposto immediato appello innanzi al Consiglio di Stato”. È quanto rende noto un comunicato della Direzione del Grand Hotel La Sonrisa.
“La famiglia Polese, e in particolare la società La Sonrisa, – viene sottolineato nel il comunicato – è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso. Con gli strumenti a nostra disposizione continuiamo la nostra battaglia affinché giustizia sia fatta in merito al nostro caso, che è a dir poco clamoroso”.
“Nel rispetto delle istituzioni e della magistratura amministrativa, – si legge ancora nella nota – si evidenzia che l’immediata esecutività del provvedimento rischia di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale, coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti”.
“Per tale ragione, – prosegue la Direzione della Sonrisa – la società auspica che possano essere valutate tutte le misure previste dall’ordinamento volte a consentire la prosecuzione temporanea delle attività sino alla definitiva pronuncia del Consiglio di Stato, al fine di evitare effetti pregiudizievoli non più rimediabili”.
La direzione del Grand Hotel La Sonrisa fa inoltre sapere che la struttura “continuerà ad operare con senso di responsabilità, trasparenza e collaborazione istituzionale, confidando che ogni ulteriore valutazione possa avvenire nel rispetto dei principi di correttezza, continuità aziendale e tutela del lavoro”.
In sede penale, intanto, è attualmente pendente, presso la Corte di appello di Roma, una nuova richiesta di revisione. Inoltre è fissata un’ altra udienza dinnanzi alla corte di Cassazione, il 9 luglio prossimo: i due procedimenti sono stati instaurati da Concetta Polese e sono finalizzati alla cancellazione della confisca collegata al reato di lottizzazione abusiva.
“L’ esito positivo dei procedimenti in sede penale – viene evidenziato – cancellerebbe di colpo tutti i problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del castello delle cerimonie”.


