venerdì, Agosto 7, 2026
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Caso Domenico Caliendo, la madre contro gli insulti dopo l’accordo con il Monaldi: «Querelerò chi diffama la mia famiglia»

Al dolore per la perdita del figlio si sono aggiunti, negli ultimi giorni, commenti e accuse comparsi sui social network. Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore effettuato all’ospedale Monaldi di Napoli, ha deciso di reagire annunciando azioni legali contro chi avrebbe rivolto insulti e giudizi offensivi alla sua famiglia.

Le polemiche sono esplose dopo la notizia dell’accordo stragiudiziale raggiunto tra i familiari del piccolo e l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi. L’intesa prevede un risarcimento complessivo che dovrebbe aggirarsi intorno a 1,5 milioni di euro e consente di chiudere il procedimento sul fronte civile senza arrivare a una causa.

Una decisione che ha provocato numerosi commenti sul web, alcuni dei quali particolarmente duri nei confronti dei genitori del bambino.

La madre, attraverso dichiarazioni rese all’Ansa, ha spiegato di non essere più disposta a tollerare attacchi rivolti non soltanto a lei, ma anche al marito e agli altri figli.

«Non basta il dolore della perdita di Domenico», ha dichiarato, spiegando di non comprendere le ragioni di tanta ostilità. Mercolino ha quindi annunciato l’intenzione di procedere legalmente contro gli autori dei messaggi ritenuti diffamatori, sottolineando come la situazione stia avendo conseguenze sull’intero nucleo familiare.

L’accordo economico non chiude il procedimento penale

La famiglia aveva inizialmente avanzato una richiesta di risarcimento di circa 3 milioni di euro. L’accordo sarebbe stato poi raggiunto per una somma vicina alla metà, destinata ai genitori, a due nonni e ai due fratelli di Domenico.

La scelta di accettare la transazione, secondo quanto spiegato dalla madre, sarebbe stata dettata dalla volontà di chiudere rapidamente il fronte civile e concentrare le energie sulla vicenda giudiziaria penale.

L’intesa, infatti, non determina l’interruzione delle indagini e dell’eventuale processo penale relativo alle responsabilità per la morte del bambino.

«Nessuna cifra ci ridarà nostro figlio», è il concetto ribadito dalla famiglia, che continua a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

Il trapianto al Monaldi e il cuore arrivato da Bolzano

Domenico Caliendo era stato sottoposto a un trapianto cardiaco al Monaldi nel dicembre del 2025. Il bambino soffriva dalla nascita di una grave patologia e aveva bisogno di un nuovo cuore.

L’organo destinato al piccolo era arrivato da Bolzano, ma durante le fasi di trasporto e conservazione si sarebbe verificato un grave danneggiamento. Proprio le modalità con cui il cuore sarebbe stato preservato sono finite al centro degli accertamenti investigativi.

Secondo quanto ricostruito nella vicenda, quando l’organo raggiunse Napoli l’intervento sul bambino sarebbe già stato avviato. Una situazione che avrebbe reso impossibile tornare indietro e ripristinare il cuore originario di Domenico.

Nei giorni successivi le condizioni del piccolo peggiorarono progressivamente fino alla morte.

Uno degli aspetti sui quali gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza riguarda anche le informazioni fornite alla famiglia durante il ricovero e la gestione delle complicazioni successive al trapianto.

La battaglia della famiglia continua

La transazione con l’Azienda ospedaliera dei Colli rappresenta dunque soltanto la conclusione della controversia economica e civile.

Resta invece aperta la battaglia giudiziaria per stabilire cosa sia accaduto prima, durante e dopo il trapianto e se eventuali responsabilità abbiano contribuito alla morte del bambino.

Per Patrizia Mercolino, però, alle domande ancora senza risposta sulla vicenda sanitaria si è aggiunta adesso un’altra battaglia: quella contro gli attacchi ricevuti online.

La madre di Domenico ha annunciato che non intende più ignorare gli insulti e che valuterà una querela nei confronti di chi ha rivolto accuse o espressioni diffamatorie alla sua famiglia.

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