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Eventi

I corti della formica: terza serata

XII edizione
direzione artistica Gianmarco Cesario
 
GIOVEDÌ‘ 19 OTTOBRE
ORE 21,00
 
 
Guerre vicine,, vicinissime, o anche lontane, ma comunque guerre che modificano il vivere quotidiano delle donne e degli uomini contemporanei, che danno per scontata una pace illusoria. Questi i temi dei due corti in scena in questa terza serata de I Corti della Formica.
AL BUIO 
di Vittorio Passaro
con Francesco Saverio Esposito e Marco Serra
allestimento Movimento in-Stabile di Tradizione
regia  Vittorio Passaro

SINOSSI  – Siamo al buio, in futuro, non molto lontano, in cui kamikaze e attacchi terroristici sono ancor più all’ordine del giorno. Un uomo, Simon, entra in un ufficio, per ripararsi degli eventi esterni. Qui incontra un altro fuggitivo, Gabriel. I due cominciano a discutere dei sistemi della vita e a scambiarsi opinioni a riguardo; e lo fanno completamente al buio.
Al buio delle loro identità, al buio dei loro segreti, al buio di una stanza che solo per il momento pare sicura. Il dialogo prende varie forme e strade, fino a diventare: convinzione di una morte certa, certezza di una speranza assente, motivo dei due di suicidio.
Con un colpo di scena sul finale, che vuole lasciare nello spettatore l’aspra verità su un mondo che va a rotoli, su una distrazione generale che ormai si è tramutata in un vero, profondo e crude disagio.

NOTE DI REGIA  – Due attori, completamente al buio, con il solo ausilio di due torce; una luce che arriverà solo sul finale, a portare soluzioni a quesiti importanti, che ci riguardano ormai sempre più da vicino, ma sui quali, forse, non ci soffermiamo più di tanto.
Un corto, al buio, con un disegno luci praticamente estemporaneo, messo tra le abili mani di due attori. Una scena ridotta al minimo: ad un quadrato, minuscolo spazio vitale dove avviene una vera e propria lotta per la difesa del genere umano. Un vero e proprio ring, per scoprire dov’è quella linea sottile, che separa l’uomo dal suo essere animale e fino a che punto l’uomo desidera superarla.

628,7 
(STORIA DI GUERRA IN TEMPO DI PACE) 
di Daniele Acerra
con Franco Nappi
regia Daniele Acerra

Come si percepiscono le distanze? Ci danno una mano gli astri che ogni sera vediamo lontani in maniera inimmaginabile. Eppure, il mondo in cui viviamo, non riusciamo a vederlo se non entro uno spazio limitato. Se infuria una guerra poco distante, noi potremmo non accorgercene. Ma se questa stessa guerra dovesse entrare a far parte del nostro campo di percezione, in un modo o nell’altro, sarebbe diverso? Ecco, è sempre questione di prospettive.
Marzo 2011: infuria la guerra in Libia e i cacciabombardieri europei attraversano l’Italia per arrivare a colpire le postazioni lealiste. Sotto le rotte di quegli aerei c’è un “adolescente banale”, che tutto vuole tranne che preoccuparsi di una guerra in un mondo lontano. Ma la lontananza non è questione di chilometri. Lo ha imparato osservando le stelle: 628,7 milioni di chilometri possono sembrarti un niente se quello che guardi è grande come Giove. Tra le stelle, un giorno, molto più vicino e nel momento meno appropriato, quello che vede è proprio la linea disegnata da un aereo che sa diretto alla guerra. E se per un istante, un solo piccolo istante, i nostri pensieri si intersecassero con quelle traiettorie?
Sono passati anni da quel giorno ed egli ricorda che quella sera il suo pensiero voleva essere solo la ragazza che lo aveva invitato ad uscire. Ed invece la guerra ha colpito anche lui, in modo particolare, attraverso i bagliori della sera, togliendogli la spensieratezza di un amore giovanile. Di colpo, la tragicità degli eventi, che gli sembravano più lontani di un pianeta, gli è piombata nella testa con il rombo di un motore. Non potrà più ignorare quali sono le distanze reali del mondo in cui vive.

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