sabato, Dicembre 3, 2022
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Scuole Sicure: alla Campania più di 400mila euro per combattere lo spaccio

Si chiama “Scuole sicure” il piano contro lo spaccio negli istituti scolastici messo a punto dal Viminale. A beneficiare dei contributi speciali contro l’emergenza droga 100 comuni in Italia di cui 11 nella sola Campania.

Ben 4,2 milioni gli euro messi a disposizione dal Ministero dell’Interno per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza (che non abbiamo già beneficiato di forme di contribuzione pubblica), il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della Polizia locale e/o l’assunzione a tempo determinato di altri agenti, oltre che per  l’acquisto di mezzi ed attrezzature e la promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

I comuni della Campania interessati dall’operazione Scuole Sicure

In tutta Italia sono 18 le regioni  interessate per un totale di 100 i comuni che usufruiranno di un contributo che si compone di una quota fissa di 20.000 euro identica per tutti e a cui va aggiunta una quota variabile commisurata alla popolazione residente.

Queste le cifre messe a disposizione regione per regione: 93.752 euro in Trentino Alto Adige, 192.537 in Piemonte, 505.813 in Lombardia, 86,896 in Veneto, 43.742 in Friuli Venezia giulia, 76.726 in Liguria, 600.542 in Emilia Romagna, 437.698 in Toscana, 139.650 in Umbria, 121.278 nelle Marche, 273.015 nel Lazio, 85.007 in Abruzzo, 431.787 in Campania, 465.254 in Puglia, 70.444 in Basilicata, 149.597 in Calabria, 304.734 in Sicilia e 121.528 in Sardegna.

La Campania, dunque, sarà dopo Emilia Romagna e Puglia, la regione a ricevere più fondi in Italia: 431.787 da ripartire tra 11 comuni.  Si tratta di: Salerno (51.960,70€), Giugliano in Campania (49.668,32€), Torre del Greco (40.357,32€), Pozzuoli (39,357,49€) , Casoria (38.390,34€), Caserta (38.026,29€), Castellammare di Stabbia (35.726,75), Afragola (35.463,14€), Acerra (34.292,49€), Marano di Napoli (34.281,04€) e Benevento (34.263,63€).

Le dichiarazioni Salvini

La droga è una emergenza nazionale, sono pronto a convocare i rappresentanti delle comunità e di tutti i soggetti interessati”, ha dichiarato fiero il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Chi pensa che la droga non sia un problema sbaglia di grosso, soprattutto nei dintorni delle scuole. I venditori di morte vanno colpiti e contrastati duramente”. A proposito di Scuole Sicure, il ministro ha poi precisato: “Confermiamo l’impegno concreto a favore degli amministratori locali, rafforzando un’iniziativa che abbiamo inaugurato un anno fa, dedicando risorse specifiche per contrastare gli spacciatori vicino alle scuole. Siamo sempre più attenti alle esigenze del territorio. Con il Decreto sicurezza abbiamo dato più poteri e fondi ai sindaci, abbiamo iniziato a rafforzare tutte le questure d’Italia e abbiamo dato risorse aggiuntive per la videosorveglianza dei Comuni, per la Province, per i paesi sotto i 20mila abitanti. E oggi continuiamo in questa direzione. Dalle parole ai fatti”.

Il dibattito: “Prevenzione, non sorveglianza”

Dal fronte dei genitori, dei presidi e degli operatori sociali, però, non tutti la pensano come il leader leghista. Già mesi fa, quando l’operazione fu lanciata, don Antonio Mazzi – fondatore della Comunità “Exodus” che da oltre 40 anni si occupa di tossicodipendenza –  dichiarò: “Questa iniziativa non serve a nulla. Bisogna preparare meglio gli insegnanti. Dobbiamo cambiare le nostre scuole che hanno ancora le sembianze di collegi o caserme. La vicinanza dei docenti è più importante di qualsiasi altra cosa. Abbiamo riempito le città di telecamere facendo guadagnare milioni alle aziende che le producono. Finiamola di dare spazio a questo signore (Salvini, ndr). Lo Stato butta via 2,5 milioni per la repressione e ha le scuole che cadono. Si rende conto? Sono soldi buttati che servono alla propaganda di quest’uomo”.

Per il sacerdote prete che da anni sta accanto a chi finisce nel tunnel della droga: “Fare prevenzione come la si fa oggi non serve a nulla. È tempo perso. Va cambiata la scuola. Dobbiamo cominciare dal buttar via il concetto di aula, i banchi, la cattedra per creare le premesse necessarie alle relazioni”.

Serena Laezza
Serena Laezza
Classe 1994, sono giornalista pubblicista e caporedattrice a Labussolanews.it. Dopo un percorso di laurea magistrale binazionale tra l'Università di Bologna e quella di Strasburgo, ho deciso di tornare a Napoli per scrivere di Napoli. Mi piace andare in giro, montare video, leggere e fare domande. In passato ho scritto di eventi per Spaccanapoli.it, di teatro per Eroicafenice.it e di cronaca per Nanotv.it.
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