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4.48 Psychosis: «il giorno è buono nelle di lì altezze»

4.48 Psychosis

Al Teatro Sannazaro, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, è andato in scena 4.48 Psychosis di Sarah Kane nel riadattamento di Enrico Frattaroli.

The day is fine on yonder heights.

Sarah Kane si suicida nel 1999, lasciando alla sua agente dei fogli volanti e un biglietto d’istruzioni: «Fanne quello che vuoi. Al limite pubblicalo. Solo ricorda: scriverlo mi ha uccisa». Era la stesura definitiva di 4.48 Psychosis. Il suo dramma della malattia e del suicidio, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico. Al Teatro Sannazaro, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, ne è andato in scena il riadattamento di Enrico Frattaroli.

«Sinfonia per voce sola»

Questo 4.48 Psychosis, «sinfonia per voce sola», è una “messa in concerto” dell’ultimo testo della Kane. I suoi versi, interpretati da Mariateresa Pascale, sono in risonanza con una serie di frammenti musicali, enunciati in scena dal soprano Patrizia Polia e dal pianista Diego Procoli.

Le reminiscenze musicali sono tratte dal Langsam della Nona di Mahler, che su quelle pagine manoscritte aggiunse «Addio! Addio!», un saluto alla vita che il compositore terminò nel 1909, ma che non poté mai ascoltare dal momento che la prima esecuzione sarebbe avvenuta solo un anno dopo la sua morte. Ventisette battute i cui pianissimo conducono la Nona alle soglie del silenzio esistenziale e che in 4.48 Psychosis si intonano con le parti più liriche del testo.

Ma il Langsam non poteva legarsi a tutto il testo, alcuni sintagmi reclamavano altre sonorità, altri ritmi. Erano le parti in cui l’autrice, diversamente da quelle in cui si rivolge a se stessa, si scaglia contro l’istituzione e la cura psichiatrica, contro gli stessi medici, contro l’unico psichiatra in cui abbia riposto la sua fiducia e dal quale si è sentita tradita, oppure contro l’uomo su cui si è riversata la sua passione. È il rock di P. J. Harvey a sostenerne queste invettive più aspre e graffianti, con i frammenti delle canzoni Rid of me, To bring you my love The slow drug. Questi brani introducono sonorità, ritmi e accenti di passione ossessiva, bruciante, che ben si legano ai tratti più disperati della Kane. Il lato lirico e introspettivo di Kane è dunque in contrappunto con l’accento aspro e graffiante delle sue invettive, con i toni lucidi del suo sentire disseminati lungo tutto il testo.

«Nelle di lì altezze»

4.48 Psychosis si caratterizza anche per la disposizione visiva della scrittura sulla pagina: serie di numeri, ripetizioni di parole, elenchi diagnostici, sigle, spazi bianchi. La scrittura si mette in scena graficamente sulla pagina, prima che performativamente sulla scena teatrale. Una scrittura non strettamente drammaturgica – e drammaturgicamente regge solo fino a un certo punto – ma essenzialmente poetica.

La poesia di Sarah Kane non ci consegna un suicidio, ma il poema che l’ha uccisa. Se scrivere 4.48 Psychosis l’ha davvero uccisa, non è per l’eccesso di dolore che le ha inflitto, ma perché l’esecuzione era il prosieguo naturale di ciò che aveva immaginato e poi trascritto, il prezzo per avere attraversato e descritto la morte retroattivamente, come da dopo la morte. Essa è esito in cui  – allude Mahler, alla fine della Nona, citando i suoi Kindertotenlieder – «nelle di lì altezze il giorno è buono», che sia di luce o di buio.

4.48 Psychosis

DI SARAH KANE
IN FORMA DI SINFONIA PER VOCE SOLA
DI ENRICO FRATTAROLI
CON MARIATERESA PASCALE, PATRIZIA POLIA (SOPRANO), DIEGO PROCOLI (PIANOFORTE)
MUSICHE DA GUSTAV MAHLER E P. J. HARVEY
ELABORAZIONI MUSICALI, VIDEO, SCENA E REGIA ENRICO FRATTAROLI
PRODUZIONE FRATTAROLI-PASCALE
IN COLLABORAZIONE CON FLORIAN METATEATRO – CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE
CON IL SOSTEGNO DI FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ANDRIA CASTEL DEI MONDI

22 giugno 2019 ore 21.00
23 giugno 2019 ore 19.00
durata 1 ora e 20 min
Napoli
Teatro Sannazaro

Tags : 4.48 PsychosisNapoli Teatro Festivalsarah kane
Nicola De Rosa

The author Nicola De Rosa

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