mercoledì, Giugno 12, 2024
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Castel Volturno: acque fognarie scaricate nel mare

di Raffaele Accetta- Da quanto ipotizzato dalla dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, da almeno otto anni, le acque fognarie della città di Castel Volturno sarebbero state scaricate in mare e nel fiume Volturno senza alcun trattamento di depurazione.

Le indagini della Procura

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati l’ex sindaco Dimitri Russo e tre amministratori della società incaricata della gestione del servizio idrico e della manutenzione degli impianti – la Volturno Multiutility – e ha ordinato il sequestro del depuratore, delle tredici stazioni di sollevamento e dell’intera rete fognaria del Comune.

Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri forestali di Castel Volturno e dal personale della locale Guardia Costiera, ed è stato convalidato dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dagli accertamenti della Procura, realizzati anche tramite una consulenza tecnica, sono emerse le gravi carenze strutturali e manutentive tanto dell’impianto di depurazione quanto della rete fognaria; «l’impianto – scrive la Procura – appariva in una condizione più che disastrata con la maggior parte delle sezioni ed apparecchiature fuori uso ed in apparente stato di degrado, cui si aggiunge l’ulteriore criticità degli sversamenti abusivi dei reflui in ingresso sui quali il depuratore non esplica alcun effetto depurativo, scaricandoli tal quali prima nel fiume, e successivamente, in mare».

Gli inquirenti contestano agli amministratori della Volturno Multiutility «rilevanti omissioni» nella manutenzione, nonché «il continuo e negligente omesso controllo da parte dell’allora sindaco di Castel Volturno». La manutenzione carente, secondo i pm, avrebbe prodotto «allagamenti, tracimazioni e danni all’ecosistema ambientale tendenzialmente irreversibili, o reversibili solo tramite uno sforzo e una spesa eccezionale». Ovviamente la Volturno Multiutility potrà continuare a gestire l’impianto di depurazione e la rete fognaria, ma dovrà adeguarsi alle rigide prescrizioni stabilite dalla Procura, che terrà un controllo costante sull’evolversi della situazione.

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