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Cronaca

Sorrento: il caso di Antonietta Pollio morta per la fobia del Coronavirus

Decisamente surreale la situazione legata all’emergenza Coronavirus a Sorrento. A far scattare l’allarme è Giuseppe Staiano, presidente del Pellicano onlus e referente per la Costiera sorrentina del Tribunale per i diritti del malato, dopo la morte surreale di Antonietta Pollio, 80enne morta sabato scorso nella sua abitazione.

Stanno diventando troppi i casi di persone che non vengono più minimamente assistite, nonostante siano affette da patologie croniche gravi, perché medici di base e sanitari in genere si rifiutano di intervenire per il timore del contagio da Coronavirus – spiega Staiano – ma bisognerebbe aprire un’inchiesta perché gli ospedali e gli ambulatori sono vuoti, mentre l’assistenza sanitaria indispensabile è negata“.

Il decesso di Antonietta Pollio ha alzato un polverone sulla gestione sanitaria per il Covid-19 a Sorrento. Staiano ha segnalato alla Procura, al dipartimento di Prevenzione dell’Asl, al governatore De Luca ed al sindaco di Sorrento Cuomo, la vicenda che ha portato alla morte della donna.

L’anziana era gravemente malata e soffriva di diabete ed era assistita da un’operatrice sanitaria, la stessa che aveva segnalato più volte al medico di base lo stato di salute precario della donna. Il dottore non si è mai recato presso l’abitazione per visitare la donna, nemmeno quando l’8 aprile la glicemia era schizzata a 600.

Staiano racconta che il medico di base ha dichiarato più volte che, a causa del rischio di contagio, sarebbe stato meglio avvertire il 118. All’arrivo dell’ambulanza, racconta Staiano: “il medico consiglia di praticare 10 unità di insulina. L’infermiere prepara la dose e la signora Pollio viene salvata in extremis grazie all’attenzione del medico che nota che l’infermiere stava per praticare per errore una fiala di glucosio“.

Venerdì mattina la signora cade dal letto, vengono richiamati i soccorsi e: “Questa volta arriva l’ambulanza senza medico – si legge nella denuncia di Staiano -. Solo un infermiere che riscontra diabete a 300 ma che dice di non essere tenuto a dare indicazioni farmacologiche. Rileva che ha un po’ di affanno e paventa la possibile presenza di Covid-19. Ma comunque se ne va senza fare niente. La signora continua a stare male a causa del diabete alto. Sabato mattina è la figlia, che risiede a Milano, a chiamare il 118. Torna l’ambulanza con il medico che opta per il ricovero. La figlia tergiversa e il medico non preleva l’anziana che in serata spira”.

Staiano continua nella sua lettera, manifestando il proprio sconforto per la situazione in cui riversa la penisola sorrentina, dove “non si muore per il Coronavirus, ma per la fobia del Coronavirus“: “La verità è che gli ospedali della penisola sorrentina sono vuoti, i malati cronici sono stati abbandonati a loro stessi perché i medici di base si limitano a fare ricette online, si rifiutano di fare visite domiciliari, mentre il 118 in certi casi è irraggiungibile, nel 90% dei casi si rifiuta di portare le gente in ospedale perché c’è il Covid-19 a fronte di una realtà che non è dato di comprendere. Infatti, è l’ospedale di Boscotrecase ad essere stato individuato come Covid Hospital. A Sorrento e Vico Equense sono state installate le tende dove i sospetti Covid dovrebbero essere accolti per fare il tampone, mandati a casa in attesa dell’esito e messi in quarantena, oppure tenuti in osservazione in caso di sintomi gravi per poi essere trasferiti appunto a Boscotrecase. Ma allora perché tutti gli ospedali sono diventati covo di presunta infezione? Quanta gente sta morendo a casa perché affetta da patologie croniche non più controllate?”.

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Tags : CoronavirusSorrento

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