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Cultura

Timidi messaggi per ragazze cifrate di Ferruccio Mazzanti: crittografare la vita per proteggersi dal dolore

È uscito per i tipi di Wojtek edizioni il nuovo romanzo di Ferruccio Mazzanti, Timidi messaggi per ragazze cifrate, che, coerentemente con la linea editoriale della casa pomiglianese, è opera sperimentale e avanguardistica. Il romanzo dell’autore toscano difatti scavalca i canoni consueti e lisi di buona parte della produzione letteraria italiana per esplorare i margini estremi della narrazione, insinuandosi nelle pieghe ambigue della vita e del linguaggio. Le contraddizioni strutturali e lo smarrimento esistenziale, che sono la cifra intima della contemporaneità, necessitano di una letteratura che sappia scandagliarli, con audacia e con ostinazione, e Timidi messaggi accetta la sfida, scegliendo una pietra angolare eretica da cui osservare la deriva del presente. C’è Grot, un ragazzo che, concluso il liceo, si reclude in casa per 1.255 giorni, rifiutando qualsiasi contatto umano, compreso quello con sua madre che vive con lui, e che conserva come unica finestra sul mondo un computer attraverso il quale invia lettere d’amore cifrate a fantomatiche ragazze. Sua madre, la sera di ritorno dal lavoro, gli parla attraverso una parete, ricevendo come risposta ticchettii sulla porta o missive, sempre cifrate, da sotto alla stessa porta. Il mondo ha rifiutato Grot e Grot respinge il mondo, difendendo la sua ferita attraverso una clausura reclusione assoluta; l’unico ponte che resta abbassato sono le lettere struggenti che egli invia attraverso la rete a ragazze sconosciute, in attesa che lo comprendano, lo accolgano, lo salvino. Ma anche rispetto alla speranza dell’amore non può esserci l’annullamento di ogni difesa, pena l’annientamento definitivo di se stessi. Grot ha scelto per comunicare col mondo la crittografia, di cui è un esperto formidabile; le sue missive sono congegni raffinati di cifratura che necessitano di una giusta chiave per essere decrittati. E incredibilmente, qualcuna violerà il segreto.

Timidi messaggi per ragazze cifrate è un romanzo sul dolore, sulla fitta acuta che trafigge i portatori di diversità, coloro che non hanno la possibilità di omologarsi a causa della propria irriducibile sensibilità. Il mondo granitico della maggioranza superficiale e cinica tritura senza pietà coloro che sentono il male di vivere, che non sanno integrarsi alle false convenzioni di tutti, che non sanno recitare il ruolo imposto dal conformismo assurto a religione. La colpa è nel corpo disadattato, che sente se stesso come un impaccio e una vergogna, che finisce per percepirsi deforme e grottesco, a cui non resta che l’esilio volontario, l’esclusione totalizzante, come forma di resistenza e di accettazione di un’alterità sconfitta e derisa. Restano le lettere d’amore da inviare a mittenti ignote, a destini lontani, con la speranza ingoiata come un grido, eppure tenace, di trovare un proprio simile in un luogo sperduto dello spazio tempo, di riconoscere in assenza un’altra anima ferita. E quelle di Grot sono lettere bellissime, in cui l’amore è declinato con toni delicati e struggenti, che necessitano di una cifratura criptica per non mettere completamente a nudo un cuore indifeso.

È anche un romanzo sulle parole questo di Mazzanti; sono loro a esser chiamate a proteggere l’intimità della vita, il nucleo autentico del nostro essere; esse sono il baluardo dietro al quale celare la fragilità di esistere e, al contempo, rappresentano anche un enigma irrisolvibile che nasconde la verità. Senza una chiave le parole si rivelano inservibili, dovevano salvare ma finiscono per occultare, per confondere, per allontanare. Ci difendono e ci smarriscono, salvano e mistificano. La crittografia di cui Mazzanti-Grot è maestro non è solo una cartografia cifrata bensì è anche una potente metafora delle ambiguità e degli inganni del linguaggio: esso rappresenta la vita ma ci allontana anche da questa. Il romanzo è un labirinto linguistico in cui il lettore viene catturato e dentro al quale prova la vertigine dello smarrimento, percependo che un segreto si cela sotto ai suoi occhi miopi, senza lo svelamento del quale non uscirà dal dedalo intricato. Il lettore viene travolto dalla brama di mettersi a studiare la crittografia affinché possa comprendere Grot e la verità della storia; tuttavia il suo desiderio ne esce mortificato poiché egli finisce per consegnarsi docile all’autore, riconoscendogli una sapienza alchemica che a lui non è data. Mazzanti e Grot giocano col lettore, gettato nel labirinto sapienziale dei segni e ne stimolano la tensione ermeneutica: solo interpretando si potrà conoscere.

Lo stile di Ferruccio Mazzanti è assolutamente performante alla materia, vivere è decifrare un testo, il senso ultimo è criptato, enigmatico, sfuggente eppure esistente, contundente, reale. Le parole non sono rappresentazione astratta ma esistenza. Lo stile di Mazzanti è pertanto sperimentale e “alto” allo stesso tempo; nel romanzo si alternano e si fondono la scrittura visiva di apollineriana memoria (le parole piovono, suonano, stridono sulla pagina) e immagini abbaglianti per nitore e lirismo (Grot che apre la finestra dopo oltre 1200 giorni e vede la luce e il mondo dall’alto).             Timidi messaggi per ragazze cifrate è un mondo narrativo che dice il labirinto dolente della modernità.

A cura di Michele Salomone

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