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Cronaca

Il primato di Israele: metà popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid

Israele è il primo paese nel mondo in cui almeno il 50% dei cittadini ha ricevuto la prima dose di vaccino. Il traguardo raggiunto ha permesso una riapertura di molte attività. Netanyahu: “Siamo il primo paese al mondo che si sta riprendendo grazie ai milioni di vaccini che abbiamo somministrato”.

Nella corsa al vaccino Israele sta facendo la storia e rappresenta un faro di speranza per tutti. Nel paese infatti metà popolazione si è sottoposta alla prima dose di vaccino. Un traguardo importantissimo che ha permesso una riapertura di molte attività, a lungo ferme dopo il terzo lockdown nazionale scattato alla fine di dicembre. Da domenica aperti negozi, biblioteche e musei, centri commerciali e zoo, ovviamente in ottemperanza con le norme anti contagio.

Il traguardo è stato raggiunto ieri 23 febbraio 2020. A dare l’annuncio dello storico risultato è il ministero della Sanità di Tel Aviv, il quale ha diffuso i dati: 4.507.325 cittadini hanno ricevuto la prima dose su circa 9 milioni di residenti nel Paese. 3 milioni invece i vaccinati completi (ovvero coloro che hanno ricevuto anche la seconda dose).

I numeri assoluti sono minori rispetto a paesi quali Usa, Cina e Regno Unito, ma il rapporto tra le dosi e il numero di abitanti è da record.

Il certificato del vaccino

A riaprire saranno anche palestre, hotel e sinagoghe. Tuttavia per poter accedere a tali strutture sarà necessario dimostrare di essere vaccinati mediante una sorta di “passaporto”, un Green Pass ottenibile tramite un app messa a disposizione dal ministero della Sanità. La certificazione sarà valida una settimana dopo la seconda dose e fino a sei mesi.

La questione del vaccino ai palestinesi

Se da un lato però sale l’entusiasmo per la situazione, dall’altro aumentano le tensioni tra Israele e la Palestina. Israele si è infatti impegnato a spedire dosi di vaccino ai Paesi alleati, scatenando però le polemiche sul mancato aiuto ai palestinesi che finora hanno solo ricevuto poco più di 5mila dosi  del vaccino russo Sputnik V.

Mark Regev, consigliere di Netanyahu, ha però dichiarato:

Poche settimane fa c’erano dei punti interrogativi sul fatto che avessimo abbastanza vaccini per la nostra gente […] Ora che sembra di sì, possiamo essere più disponibili con i nostri vicini. Il virus non si fermerà al confine e abbiamo un forte interesse che i palestinesi avere l’antidoto.

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Tags : covidisraeleNetanyahu