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Cronaca

Vaccino AstraZeneca: in arrivo altre limitazioni

Si terrà a breve una riunione tra i tecnici dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) e ministero della Salute in merito ad eventuali ulteriori indicazioni sull’utilizzo del vaccino anti-Covid di Astrazeneca.

Per una decisione definitiva, tuttavia, bisognerà come sempre attendere il pronunciamento dell’Agenzia europea dei medicinali Ema, atteso entro giovedì, sull’eventuale correlazione tra il vaccino ed i rarissimi eventi trombotici segnalati in vari Paesi.

E’ possibile, per maggiore precauzione, che l’Agenzia europea dei medicinali Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare il vaccino anti- Covid di AstraZeneca.

Lo ha affermato a Radio 24 il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, precisando tuttavia, per non destare panico, che “questo è successo anche per tanti altri farmaci” e che nel caso di AstraZeneca il vaccino è stato utilizzato “in un numero estremamente alto di soggetti, mentre gli eventi trombotici rari segnalati sono pochissimi”. “Non vi è ombra di dubbio che vi sia un rapporto rischio-beneficio positivo”, ha aggiunto.

La prima a muoversi in questo senso è l’agenzia britannica del farmaco (Mhra) che sta prendendo in seria considerazione la proposta di limitare l’utilizzo del vaccino Oxford- AstraZeneca per i più giovani. Il chief executive di Mhra, June Raine ha intanto affermato che nessuna decisione è stata ancora presa.

L’Ema può quindi individuare dei sottogruppi di popolazione che presentano un comun denominatore per un maggiore livello di rischio, e valutare il rapporto causa- effetto in tali gruppi in relazione agli eventi trombotici rari che sono stati segnalati.

Quanto alla possibilità che l’Ema arrivi quindi alla decisione di limitare l’uso del vaccino escludendo alcune categorie dobbiamo ricordare che questo rientra nei processi di farmacovigilanza e che è già successo per tanti altri farmaci, a partire dalla semplice aspirina, per la quale a partire dagli anni ’80 è stato posto un limite d’uso per la fascia dei bambini sotto i 12 anni per alcuni eventi avversi.

Uno strazio senza fine la somministrazione del vaccino AstraZeneca che non smette mai di far parlare di sé anche a distanza di circa un mese dal divieto da parte dell’Aifa dell’utilizzo del vaccino AstraZeneca su tutto il territorio nazionale.

Nonostante tutto questo, coloro che pensavano che dopo la sospensione temporanea e cautelativa decisa dall’Aifa ci sarebbe stata una pioggia di rinunce per le vaccinazioni con il siero di AstraZeneca dovrà ricredersi. Sono state infatti pochissime le persone che si sono tirate indietro una volta che sono riprese le somministrazioni in tutta Italia.

 Qualche regione ha avuto il 20% di rinunce, altre il 10 e alcune come il Lazio non ne hanno avuta alcuna. Non si devono sprecare dosi. Se non c’è alcuno in lista piuttosto che sprecare la dose bisogna vaccinare un altro volontario

queste sono le parole del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Francesco Figliulo, ribadendo che l’obiettivo è quello di immunizzare l’80% degli italiani entro la fine del prossimo mese di settembre.

In mezzo a tanta confusione spicca però una voce bianca: è quella di Simona Riussi, la moglie dell’insegnante di clarinetto morto a Biella quattordici ore dopo la somministrazione del vaccino. Forse l’unica persona che aveva diritto a perdere il controllo e ad avere paura. La sua reazione invece, è stata sorprendente e di incoraggiamento per molti italiani. Infatti, poco prima che AstraZeneca venisse sospesa precauzionalmente dappertutto, se n’è uscita così:

In cuor mio non me la sento di dire che la colpa sia del vaccino. Bisogna continuare a crederci. Se io e mio marito non ci avessimo creduto, non lo avremmo fatto, ma da educatori era importante farlo.

Il modo migliore per onorare una donna simile, scrive Massimo Gramellini, è sforzarsi di imitarla.

Un anno di pandemia ci ha insegnato che non esistono verità assolute. Chi si è fatto un vanto di averle in tasca si è poi trovato a pronunciarne di segno opposto, spesso con analoga presunzione di infallibilità. Il problema non è avere dubbi, ma lasciarsene paralizzare. Il rischio zero non esiste: bisogna capire quale sia il minore e disporsi a correrlo.

 

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