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Politica

Proteste in tutta la provincia di Napoli. Commercianti e alberghieri richiedono sostegni

Le proteste in giro per la Campania, nello specifico nella provincia di Napoli, stanno sorgendo a macchia d’olio anche se con connotati diversi: a Sorrento, Capri, Ischia, Napoli stessa e perfino ad Amalfi. Mentre in città a dirigere la protesta sono i commercianti, stanchi delle costanti chiusure, nelle località balneari sono coloro impiegati nel settore turistico a essere più frustrati.

A Napoli: catena di mutande fra via dei Mille e via Chiaia

Stamane i commercianti hanno protestato nella zona di Chiaia. I titolari dei negozi di abbigliamento sono scesi in strada per manifestare contro le chiusure delle attività commerciali che hanno messo in ginocchio il settore, in quella che è stata ribattezzata la “protesta delle mutande“. Decine di esercenti da tutta la città hanno marciato pacificamente tra via Chiaia e via dei Mille con una lunga catena di indumenti intimi. Avevano appesi al collo cartelli di protesta recanti diverse scritte, come: “Non può essere una categoria merceologica a decidere del nostro futuro”, “Lo Stato si è dimenticato di noi“, “Non possiamo più pagare affitti e utenze” o “Se compri un reggiseno non prendi il Covid, se compri una maglietta sì“.

Da giorni continuano le proteste dei commercianti contro il prolungamento della Zona Rossa in Campania deciso dal Governo. Questo comporta le relative chiusure di alcune attività, nonostante i dati dei contagi siano in miglioramento. Alcuni manifestanti spiegavano: “Siamo chiusi da più di un mese in Campania a causa del protrarsi della zona rossa Covid. Ma abbiamo costi da sostenere, affitti da pagare, dipendenti con famiglie a carico, costi delle utenze, che invece non sono sospesi per nulla, ma anzi continuano ad arrivare puntualmente a fine mese. Molte attività hanno chiuso o rischiano di farlo per sempre se non ci saranno aiuti da parte delle istituzioni. La protesta della mutanda è una forma simbolica di manifestazione per dire che siamo vivi e non vogliamo morire“.

Le proteste di chi lavora nel settore turistico nella penisola di Sorrento

In piazza oggi c’erano anche chef stellati come Alfonso Iaccarino, del ristorante due stelle Michelin ‘Don Alfonso 1890′ di Sant’Agata sui due Golfi: questi ricopre anche la carica di assessore al Turismo. Assieme a lui erano presenti altri famosi chef della penisola sorrentina. A dare la solidarietà ai manifestanti anche i sindaci della penisola Sorrentina: “Come amministrazione comunale – scrive il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola – e insieme a tutti i sindaci della penisola sorrentina, non possiamo che sostenere la protesta dei lavoratori del comparto turistico del nostro territorio”.

La nostra presenza, questa mattina, in piazza Tasso – prosegue il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola – testimonia ancora una volta la vicinanza al dramma economico e sociale che tantissimi concittadini vivono, a causa della crisi generata dalla pandemia. Continueremo a lavorare affinché la situazione di centinaia di famiglie possa migliorare nel più breve tempo possibile”. Gli obiettivi di queste proteste sono ragionevoli: rassicurazioni sulla campagna vaccinale e la discussione di riaperture per tornare a lavorare. In piazza c’erano lavoratori degli hotel, guide turistiche, ristoratori, bar, tassisti e anche Ncc. Ieri Federalberghi ha stretto un protocollo con l’Asl Napoli 3 Sud e la Regione Campania per vaccinare almeno i dipendenti degli hotel: questa decisione ha creato contrasti con gli appartenenti alle altre categorie. Ad essere solidali con questa categoria di lavoratori che compongono l’87 per cento della forza lavoro della Costiera Sorrentina c’erano tutti i sindaci della Penisola presenti in piazza.

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Tags : covidNapoliproteste