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Cronaca

Strage ad Ardea, 35enne apre il fuoco e uccide due bambini

13 giugno 2021– Un ragazzo di 35 anni, ad Ardea (provincia di Roma), intorno alle ore 11 di domenica, è uscito di casa con zainetto, felpa, guanti ed una pistola.

Ha poi sparato contro le prime persone che ha incontrato, ovvero due fratellini di 3 e 8 anni che stavano giocando ed un anziano che, passando di lì in bicicletta, ha tentato invano di proteggerli.

La tragedia si sarebbe consumata all’interno del consorzio Colle Romito di Ardea.

L’uomo, considerato un soggetto instabile, sarebbe stato colto da un “raptus omicida”.
Andrea Pignani (il killer) si è barricato in casa subito dopo gli spari, per poi suicidarsi con un colpo diretto alla testa.
Risultate inutili le negoziazioni con la polizia, che per circa tre ore ha tentato di farlo ragionare.

Inutile purtroppo l’intervento dei sanitari del 118 che hanno messo a disposizione ed utilizzato 2 ambulanze, 2 elicotteri ed un’automedica. Le condizioni delle vittime erano pessime.

Le testimonianze

Ecco alcune testimonianze dell’accaduto: “L’uomo che ha sparato è una persona instabile, che ha manifestato in precedenza dei comportamenti ostili, non si può certo dire che sia una persona normale”; “Ha messo in atto minacce a cui nessuno aveva dato credito e la reazione è stata sconsiderata e atroce. I motivi sono futili, non ce ne sono di altra natura, se non di litigi tra vicini. Dev’essere stata una questione di pochi minuti poi degenerata”, afferma il sindaco Mario Savarese.

Le forze dell’ordine hanno ritrovato il corpo senza vita soltanto alle 15:30, dopo l’irruzione dei militari del GIS nell’abitazione.
Il blitz dei Carabinieri è stato pianificato dopo un lungo silenzio da parte dell’uomo, che ha messo in allerta le autorità.

L’omicida soffriva di gravissimi problemi psichici già da tempo ed era anche sotto osservazione.

Le polemiche

Si sono scatenate sui social le lamentele di diversi utenti, i quali chiedono maggiore tutela da parte dello Stato per i soggetti più fragili: “Io ai domiciliari per un po’ di droga, guardate questo cosa ha fatto”, sono queste le parole del padre dei due ragazzi, vittime del folle gesto.

La strage era evitabile?

Capire dove si è sbagliato è fondamentale per non ripetere gli stessi errori; per far sì che non paghino le conseguenze dei ragazzini che giocano al parco o un anziano che passeggia tranquillamente in bici o anche un ingegnere informatico senza lavoro, che vedendo la propria vita sprofondare decide di compiere una strage prima di farla finita.

Si prova amarezza perché questa strage si sarebbe potuta evitare se ai primi campanelli d’allarme, quando l’uomo minacciava i vicini con la pistola, si fosse fatto qualcosa; se forse, in un periodo psicologicamente complicato come quello che abbiamo vissuto e che viviamo ancora, la politica avesse mostrato maggiore interesse anche verso altri aspetti.

È importante, in un momento come questo, che ognuno si assuma le proprie responsabilità, dalla politica ai cittadini, e che dunque si faccia il possibile per evitare un’altra tragedia del genere.

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Tags : #ardea#strageardea