close
Cronaca

Terni, vietate scollature e minigonne: il comune umbro come Kabul

Attiva dal 1° ottobre, l’ordinanza del comune di Terni fa discutere la giunta e l’opinione pubblica.

Al bando le scollature e le minigonne per le donne del comune di Terni: secondo un’ordinanza che ne vieta l’indosso, esse sarebbero espressione di un “atteggiamento che mira a offrire prestazioni sessuali a pagamento”. Insomma, con una singola frase, la giunta comunale di Terni è riuscita a cancellare dagli annali della storia circa 60 anni di femminismo, associando l’indosso della gonna sopra al ginocchio, inventata nel 1963 dalla stilista britannica Mary Quant, alla professione di prostituta.

Il sindaco leghista Leonardo Latini si giustifica: “Sto conducendo una battaglia contro la prostituzione”. Per farlo, evidentemente, il sindaco ha pensato bene ad una soluzione che coinvolgesse esclusivamente coloro prestano questo tipo di servizi, mentre chi ne usufruisce non è soggetto ad alcun tipo di pregiudizio. Ne pagano le conseguenze tutte le donne di Terni, che da oggi dovranno stare attente alla lunghezza dell’orlo della loro gonna, proprio come facevano le loro trisavole, pena una multa che può andare dai 200 ai 500 Euro. Ma non è tutto: anche chi si cimenterà in “saluti allusivi“.

L’indignazione dell’opposizione

Il malcontento si è fatto sentire soprattutto sui social, già in fermento dopo l’affossamento del Ddl Zan. Anche l’opposizione al comune di Terni, però, ritiene che si tratti di un’ordinanza obsoleta, che fa fare al comune un salto indietro di secoli. La senatrice del M5s Emma Pavanelli sostiene che si tratti di un provvedimento alla stregua del governo talebano di Kabul.

Federico Burgo, vicepresidente dell’associazione Terni Valley, sostiene:

Siamo in una società antica e patriarcale, oltre che paternale – chiosa – come sempre, a rimetterci sono le donne, e un ideale di abbigliamento che non solo non è chiaro (sono quindi vietate le gonne? E di quale lunghezza? Sono vietate le scollature, e di quale profondità?), ma va a ledere la libertà individuale in nome di un decoro tanto ridicolo quanto anacronistico.

Dello stesso parere è il giudice della Cassazione Angelo Socci, che definisce il provvedimento una “pratica da Medioevo”.

Il provvedimento dovrebbe restare attivo fino a gennaio del 2022, sempre che non si abbia il buonsenso di cambiare idea prima. Halloween è alle porte, ma la caccia alle streghe non si è mai fermata.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

Emiliana D'Agostino

The author Emiliana D'Agostino