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Politica

Dall’Occidente a Zelensky, passando per Biden: De Luca ne ha per tutti

“Zelensky ha stravinto la guerra delle comunicazioni. […] Ma non so come faccia a trovare il tempo ogni mattina per fare 2, 3 o 4 video.”

Durante l’ormai usuale conferenza stampa del venerdì, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha dedicato grande spazio ad una disamina di carattere personale del conflitto ucraino.

Sebbene De Luca abbia sostenuto a più riprese la sua ammirazione per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e in particolare per le sue capacità di leadership, nel corso della conferenza di oggi ha riservato qualche attacco alla condotta di quest’ultimo in questa fase del conflitto. Ha criticato la detenzione del leader dell’opposizione Viktor Medvedchuk, secondo lui non degna di una democrazia liberale. Medvedchuk è un politico ucraino che secondo alcune analisi di intelligence straniere sarebbe stato il sostituto scelto da Vladimir Putin per la presidenza ucraina in caso di successo del blitzkrieg organizzato ad inizio conflitto. Il leader dell’opposizione è particolarmente vicino a Vladimir Putin, che risulta essere anche padrino della figlia.

Il Presidente ha successivamente espresso il suo scetticismo riguardo il tempo che trova Zelensky per registrare i suoi appelli video, sostenendo che durante il primo periodo pandemico la sua amministrazione “non trovava il tempo nemmeno di respirare”.

De Luca afferma inoltre che se la richiesta da parte di Zelensky di imporre una no fly zone sui cieli ucraini fosse stata accolta, avrebbe scatenato il terzo conflitto mondiale. Ha definito “bizzarra” la scelta del presidente ucraino di non accogliere in visita a Kiev il presidente della repubblica federale tedesca Frank Walter Steinmeier. Quest’ultimo fu accusato nel 2021 di avere assunto posizioni inaccettabili riguardo la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, che avrebbe trasportato gas naturale dalla Russia alla Germania, passando per il mar Baltico.

De Luca non ha risparmiato alcuni attacchi anche al presidente americano Joe Biden, definendolo “basculante” e criticando la decisione del governo statunitense di inviare 800 milioni di dollari in armamenti all’Ucraina. Il presidente americano starebbe tentando di sostenere un cambio di regime in Russia, secondo il presidente campano.

Inoltre ha aspramente criticato il diffuso pensiero dei media e della classe politica italiana che a suo dire vorrebbero “tentare di dimostrare che l’ampliamento della NATO è una cosa giusta, è una cosa razionale per contrastare l’aggressore”. Ciononostante secondo diversi istituti di sondaggistica, l’Italia è il secondo paese in cui è maggiormente popolare il presidente russo Vladimir Putin, tra quelli facenti parte del Patto Atlantico. In diverse trasmissioni televisive e quotidiani di caratura nazionale è stato legittimamente evidenziato quanto l’espansionismo della NATO verso est abbia determinato la reazione in chiave bellica da parte della Russia.

De Luca sostiene anche che l’eventuale adesione di Svezia e Finlandia alla NATO sia un errore, affermando che l’Unione Sovietica non abbia mai attaccato la Finlandia. Nonostante sia vero che l’URSS non ha mai attaccato la Finlandia da quando quest’ultima ha dichiarato la sua neutralità nel 1948, tra il 1939 e il 1940 si è svolto il conflitto russo-finlandese, nel pieno della seconda guerra mondiale.

I governi e le popolazioni di Svezia e Finlandia sono storicamente contrarie all’ingresso nella NATO, ma dall’inizio del conflitto ucraino pare che entrambi i governi scandinavi abbiano deciso di dare inizio ai dibattiti per un eventuale ingresso nel Patto Atlantico.

Sebbene il Presidente De Luca abbia espresso per lo più considerazioni di carattere personale, tra l’altro in netto dissenso con la linea del suo partito, alcune delle sue dichiarazioni odierne risultano quantomeno controverse, se non addirittura errate. Ha mosso ben più di una critica alla strategia occidentale, che non starebbe portando alla ricerca di un “compromesso onorevole”.

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