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Cronaca

La Finlandia vuole entrare nella NATO

Il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg e il primo ministro finlandese Sanna Marin

In un comunicato congiunto del presidente Sauli Niinistö e del primo ministro Sanna Marin, la Finlandia ha confermato la sua volontà di entrare a far parte della NATO.

Nel comunicato si legge:

“Durante questa primavera ha avuto luogo un importante discussione riguardo il possibile ingresso della Finlandia nella NATO. C’è stato bisogno di tempo perché il Parlamento e l’intera popolazione stabilissero la propria posizione sulla questione. […] Abbiamo voluto dare alla discussione lo spazio che richiedeva. Ora che è vicino il momento di prendere una decisione, noi esprimiamo le nostre eguali visioni, anche perché i gruppi parlamentari e i partiti ne prendano nota. L’entrata nella NATO rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia. Come membro della NATO, la Finlandia rinforzerebbe l’intera alleanza difensiva. La Finlandia deve presentare domanda di ingresso nella NATO senza ulteriori ritardi. Speriamo che gli step nazionali necessari affinché questa decisione venga presa, avvengano nei prossimi giorni”.

L’annuncio da parte del governo finlandese era nell’aria da qualche settimana, nonostante una storica contrarietà del popolo e dei partiti finlandesi riguardo l’ingresso nell’Organizzazione del Trattato Atlantico del Nord.

L’invasione della Russia nei confronti dell’Ucraina, cominciata il 24 febbraio, ha completamente capovolto questo scenario. Secondo un sondaggio commissionato dalla radiotelevisione di stato finlandese Yle, attualmente il 76% della popolazione della Finlandia supporta l’ingresso nella NATO. Il CEO di Taloustutkimus, l’istituto di sondaggistica incaricato da Yle, Jari Pajunen ha affermato che la popolarità della posizione riguardo l’ingresso nel Patto Atlantico ha subito un “arco di accelerazione” durante questa primavera, immediatamente dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. A febbraio, infatti, il 28% degli intervistati si dichiarava contrario all’adesione della Finlandia alla NATO, percentuale che nell’ultima rilevazione di maggio è scesa al 12%.

La decisione, comunque, non è ancora definitiva e dovrà essere il parlamento a votare, probabilmente all’inizio della prossima settimana, per fare in modo che la Finlandia possa presentare la propria domanda di adesione. Una volta presentata la richiesta, essa dovrà essere ratificata dai 30 parlamenti dei paesi facenti parte del Patto Atlantico. Perché l’ingresso diventi definitivo, dunque, potrebbero volerci diversi mesi, nonostante la mutua volontà da parte della NATO e del paese del Nord Europa di velocizzare il processo di adesione.

La Russia ha ripetutamente avvertito l’Occidente riguardo un rischio di escalation legato all’ingresso della Finlandia e della Svezia nella NATO, minacciando “gravi conseguenze militari e politiche”. Tuttavia, il presidente finlandese Niinistö ha risposto affermando che la colpa sarebbe del presidente russo Vladimir Putin, che dovrebbe “guardarsi allo specchio”.

L’ingresso della Finlandia nella NATO raddiopperebbe il confine dell’alleanza con la Russia: i due paesi, infatti, condividono un confine di circa 1340 chilometri. Una delle motivazioni addotte dal Cremlino, e riportate anche da diversi analisti geopolitici, riguardo l’invasione dell’Ucraina è stata proprio il tentativo di scongiurare un avvicinamento dei confini della NATO alla Russia. Dunque il conflitto ha prodotto il risultato opposto.

Seguentemente all’annuncio della Finlandia, il ministero degli esteri russo ha commentato l’ingresso della Finlandia nella NATO, che forzerebbe la Russia a prendere “misure di ritorsione, sia dal punto di vista militare che di altra natura”.

Il confine tra Russia e Finlandia è stato protagonista, nel corso degli anni, di una storia complessa e violenta. La Finlandia e l’Unione Sovietica hanno combattuto in schieramenti opposti durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, tra il 1939 e il 1940 l’URSS ha invaso lo stato finlandese provocando la cosiddetta Guerra d’Inverno. Gli accordi di pace che ne derivarono, sancirono la neutralità della Finlandia, durata fino al termine della Guerra Fredda, oltre che una cessione di circa il 10% del territorio finlandese all’Unione Sovietica. Dopo il collasso del regime comunista, comunque, la Finlandia è entrata a far parte dell’Unione Europea, nel 1995, abbandonando la sua neutralità, scegliendo comunque una posizione di non allineamento alla NATO e continuando ad intrattenere relazioni con la Russia.

Prima del 24 febbraio, quando una soluzione diplomatica pareva ancora possibile, il presidente francese Emmanuel Macron aveva parlato di “finlandizzazione” dell’Ucraina, concetto che esprime la posizione neutrale che la Finlandia ha storicamente avuto, almeno dal punto di vista militare, sia nei confronti dell’Occidente che della Russia.

 

 

 

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