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Politica

Tutto pronto per il nuovo gruppo parlamentare di Luigi Di Maio: si chiamerà “Insieme per il Futuro”

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte

Le tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle stanno per raggiungere un momento cruciale.

Da diversi giorni alcuni commentatori danno per certa l’uscita del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio dal suo attuale partito, il Movimento 5 Stelle, di cui è stato presidente dal 2017 al 2020. Non era chiaro se Di Maio sarebbe stato espulso oppure sarebbe uscito dal Movimento, ma nelle ultime ore, secondo quanto riportato da ANSA e dal giornalista del Foglio Simone Canettieri, pare che la seconda ipotesi stia per prendere definitivamente piede.

I dimaiani, apparentemente, punterebbero a formare un gruppo di almeno 45 tra deputati e senatori – 35 deputati e 10 senatori -, e in questo momento è in corso una raccolta firme tra i parlamentari vicini al Ministro degli Esteri. Il nome del nuovo gruppo parlamentare sarà “Insieme per il Futuro“, secondo quanto riportato da Canettieri. L’agenzia di stampa ANSA, tuttavia, chiarisce che secondo l’articolo 14 del regolamento del Senato i gruppi parlamentari devono “rappresentare un partito o movimento politico che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l’elezione di Senatori”, e dunque non è detto che i dimaiani riescano a costituirne uno nuovo.

Affinché possano formare un gruppo al Senato, dunque, i dimaiani dovrebbero raccogliere almeno dieci senatori e trovare un simbolo che soddisfi la condizione riportata dall’ANSA. Secondo Repubblica, sarebbe Bruno Tabacci a “prestare” il proprio simbolo per consentire la creazione del gruppo parlamentare di “Insieme per il Futuro” al Senato.

È da qualche tempo che i rapporti tra Luigi di Maio e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sono particolarmente tesi. La spaccatura definitiva è avvenuta per via della differenza di vedute riguardo l’invio di armi all’Ucraina. Di Maio è stato tra i più ferventi sostenitori del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e dal 24 febbraio è sempre stato fortemente allineato alle scelte del governo Draghi riguardo il sostegno militare all’Ucraina. L’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece, è ancora oggi tra i più critici riguardo gli invii di armamenti, e più di una volta ha espresso la propria posizione contraria rispetto ad eventuali invii di armamenti cosiddetti “pesanti”, sebbene la distinzione non sia particolarmente chiara.

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

I deludenti risultati delle elezioni amministrative hanno rappresentato un ulteriore elemento di rottura. Il Movimento non ha mai ottenuto risultati soddisfacenti alle amministrative, per via di uno storico debole radicamento del partito sul territorio. Al primo turno tenutosi il 12 giugno, tuttavia, i risultati sono stati ancora inferiori rispetto alle aspettative, e alcuni membri del Movimento critici nei confronti di Giuseppe Conte hanno imputato la responsabilità del fallimento alla linea decisamente ambigua rispetto al conflitto in Ucraina, che non sarebbe stata apprezzata dagli elettori.

Se la scissione tra il Movimento 5 Stelle e il nuovo gruppo dei dimaiani dovesse effettivamente avvenire, la Lega diventerebbe il nuovo gruppo parlamentare più numeroso. A seguire il Ministro degli Esteri Di Maio sarebbero anche altri cinque rappresentati del goveno: il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, la sottosegretaria al Mef Laura Castelli, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, la sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina e la sottosegretaria al Sud Dalila Nesci.