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CronacaCultura

Giallo e blu in un tempio di Cupra Marittima: gli stessi colori di Pompei

cupra marittima blu e giallo

Pareti in giallo e soffitti in blu in un tempio di Cupra Marittima. Gli stessi colori di Pompei.

Il giallo e il blu, gli stessi colori dei templi di Pompei, si rincorrono sulle pareti di un altro tempio.
Sono stati infatti riportati alla luce i colori originali delle pareti dell’antico tempio romano di Cupra Marittima, facendo così emergere una parete a grande riquadri, in cui il giallo si alterna al rosso intenso, passando per il soffitto azzurro. Una scoperta notevole e piena di bellezza

Durante la prima campagna di scavo, promossa da Soprintendenza e dal Comune della provincia di Ascoli Piceno che gestisce il Parco, con il coordinamento scientifico dell’Università di Napoli “L’Orientale”, sono stati trovati gli stessi colori tipici di Pompei nel Tempio di Cupra Marittima, comune italiano della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

A svelare i dettagli dello scavo sono stati l’archeologo Marco Giglio dell’Università di Napoli e il direttore scientifico dello scavo Fabrizio Pesando dell’Orientale di Napoli all’Ansa:

“I templi con l’interno della cella decorato da pitture sono rarissimi fino ad oggi se ne conosceva uno solo in III stile, quello della Bona Dea a Ostia, dove però lo schema decorativo sembra essere molto più semplice, oltre al criptoportico del santuario di Urbis Salvia, sempre nelle Marche, e al tempio romano di Nora, in Sardegna. In quest’angolo delle Marche, non lontano dal mare e a poca distanza da dove gli etruschi nel VI sec. a C. avevano gestito con successo un santuario dedicato ai commerci, i romani che avevano costruito una città fiorente“.

Come detto, la notevole scoperta riguarda una parete a grande riquadri nel tempio di Cupra Marittima, in cui compaiono i colori tipici di Pompeo, il blu e il giallo, che si alterna al rosso intenso.
C’era anche un foro e un grande santuario, di cui oggi resta poco, ma gli scavi hanno portato alla luce un collegamento con la città campana che era stato ‘cancellato’. Infatti, intorno al primo quarto del II sec. d. C., il tempio rivelò gravi problemi statici che resero indispensabile un suo restauro radicale e furono cancellati i colori pompeiani dalle pareti. Colori e opere che ora rivedono la luce grazie alle operazioni di scavo napoletane. Una scoperta che è un vanto per tutta la Campania.

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