domenica, Luglio 21, 2024
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Il centrodestra ha vinto le elezioni regionali in Lazio e Lombardia

I candidati della coalizione di centrodestra alle elezioni regionali in Lazio e Lombardia hanno vinto con un ampio margine, secondo i primi dati diffusi dal Ministero dell’Interno e già anticipati da alcuni exit poll.

Il dato dell’affluenza segna un forte calo rispetto alle ultime elezioni regionali. In Lombardia ha votato il 41,60 per cento degli elettori, mentre in Lazio, secondo i dati ufficiali, ha votato solo il 37,20 per cento degli aventi diritto al voto, un calo di oltre 30 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni regionali.

Come ampiamente previsto dai sondaggi, in Lazio ha vinto Francesco Rocca, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Rocca è alla sua prima candidatura in politica, era stato presidente della Croce Rossa italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR), e ancora prima aveva ricoperto vari incarichi in ambito sanitario.

Gli avversari di Rocca a queste elezioni regionali erano Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio negli ultimi dieci anni, e Donatella Bianchi, giornalista ed ex conduttrice del programma Linea Blu su Rai 1. D’Amato era sostenuto da un’ampia coalizione di partiti di centrosinistra, tra i quali il Partito Democratico, il Terzo Polo (la coalizione di partiti centristi composta da Azione e Italia Viva), +Europa e l’Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, mentre Bianchi era sostenuta dal Movimento 5 Stelle.

In Lombardia, invece, è stato rieletto il presidente uscente Attilio Fontana, della Lega e sostenuto da una coalizione formata anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia. Nonostante Fontana non goda di un ampio consenso personale, la sua rielezione non è mai apparsa in dubbio.

I principali avversari di Fontana erano Pierfrancesco Majorino, europarlamentare e storico leader dell’ala sinistra del Partito Democratico milanese, e Letizia Moratti, ex ministro dell’Istruzione durante i governi Berlusconi dei primi anni Duemila ed ex sindaca di Milano.

Secondo le proiezioni dell’istituto di sondaggistica SWG, diffuse dal TG La7, Fontana avrebbe vinto con margini molto ampi e con percentuali addirittura superiori a quelle del 2018, quando stravinse con il 49,75 per cento dei voti. Bisognerà comunque aspettare alcune ore per i risultati definitivi, ma la tendenza a favore di Fontana è inequivocabile.

La candidatura di Moratti aveva generato molto interesse e clamore mediatico durante le prime fasi della campagna elettorale. L’ex sindaca di Milano era stata l’assessore alla Sanità della regione Lombardia fino a novembre dello scorso anno, quando aveva deciso di dimettersi, ufficialmente perché in contrasto con la decisione del governo guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di reintegrare il personale sanitario non vaccinato. In realtà, secondo diversi commentatori, Moratti non avrebbe apprezzato la scelta di Fontana di ricandidarsi.

Nel 2021, Moratti aveva sostituito l’allora assessore alla Sanità Giulio Gallera, per via della disastrosa gestione dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da coronavirus da parte di quest’ultimo, con la speranza di ottenere il sostegno del centrodestra per una sua candidatura alle regionali appena tenutesi. Dopo l’annuncio della ricandidatura di Fontana, Moratti aveva scelto con dubbio tempismo di dimettersi, e aveva contestualmente annunciato la sua candidatura alla presidenza della Lombardia con il sostegno del Terzo Polo.

Majorino, invece, era sostenuto da una coalizione di partiti composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra Italiana.

La vittoria dei candidati della coalizione di centrodestra non era mai stata propriamente in dubbio. Le proporzioni della vittoria, tuttavia, sono notevoli, e confermano il forte aumento dei consensi tra i partiti del centrodestra, soprattutto Fratelli d’Italia, il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il risultato del centrosinistra, soprattutto in Lazio, è particolarmente deludente, mentre la debacle del Terzo Polo in Lombardia era assolutamente inattesa.

Secondo lo stratega politico Giovanni Diamanti, cofondatore dell’agenzia di comunicazione politica Quorum, il dato di queste elezioni conferma che «in una elezione a turno unico come le regionali, senza campo largo il centrosinistra non è competitivo».

 

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