È Luisa Ranieri ad inaugurare il palmarès dei Nastri d’Argento Grandi Serie che saranno consegnati sabato prossimo 6 giugno al Teatro San Carlo di Napoli, nella serata organizzata dai Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) che annunciano oggi i primi premi della sesta edizione della manifestazione ancora una volta realizzata in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.
L’attrice riceverà ancora un Nastro d’Argento non solo per la sua eccellente interpretazione nella serie di Rai Fiction La Preside – nata da un’idea di Luca Zingaretti – trasmessa da Rai 1 con la regia di Luca Miniero, ma anche per la cura e l’impegno appassionato con il quale ha trasformato in un racconto molto amato la storia di un personaggio come Eugenia Liguori, coraggiosa Preside di Caivano, leader di resistenza e cambiamento in un territorio difficile, segnato dalla violenza e a lungo dall’assenza delle istituzioni.
Un luogo che, grazie all’impegno della ‘vera’ Preside e ora alla tenacia di un’attrice speciale, è diventato anche un simbolo di speranza.
A Luisa Ranieri dalla stampa del cinema un riconoscimento che celebra dunque non solo il talento, ma anche la passione con la quale, anche impegnata nella produzione (Bibi Film Tv, Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction) e nella scrittura, ha siglato una nuova tappa in una carriera costruita con coerenza attraverso scelte coraggiose, dando anima e corpo al suo ruolo e al suo lavoro, in una prova di grande sensibilità civile. Carlo Verdone In questa sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie, realizzati con il supporto del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, main partner SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il premio ‘Personaggio dell’anno’ va a Carlo Verdone, che con l’autoironia in quattro atti di Vita da Carlo, si è confermato maestro assoluto della commedia anche nella grande serialità, nella quale ha inserito, in quest’ultima stagione, il suo nuovo film Scuola di seduzione.
A lui va un riconoscimento che rappresenta la chiusura di un cerchio: si conclude infatti l’avventura di una serie Paramount+ – nata nella factory De Laurentiis – di ispirazione dichiaratamente autobiografica e di spudorata sincerità, che ci ha regalato un ritratto irresistibile, implacabile e autentico del suo privato.
Qualità alle quali Verdone ha saputo aggiungere quest’anno il suo inconfondibile tratto comico anche nel secondo titolo ideato per Paramount+, il film Scuola di seduzione, conferma della sua capacità unica di leggere la contemporaneità, anche attraverso il cambiamento dei rapporti sentimentali. Questo premio, che i Giornalisti assegnano a Carlo Verdone proprio nell’anno del 40° anniversario di Troppo Forte, sottolinea ancora una volta un talento che continua a sorprendere, in un rapporto di forte empatia con il pubblico, al quale Carlo continua a regalare un cinema costruito sulla sua inconfondibile cifra “melancomica”.
Lino Guanciale In un anno che lo ha visto grande protagonista, con un record di ben quattro titoli di successo, un Nastro d’Argento speciale è stato assegnato, infine, dal Direttivo dei Giornalisti Cinematografici a Lino Guanciale, volto iconico della serialità, interprete fra i più poliedrici e amati del nostro panorama, a coronamento di una stagione straordinaria, in cui ha interpretato ruoli tra loro diversissimi: dalla profondità emotiva della serie arrivata alla sua terza stagione Il Commissario Ricciardi basata sugli omonimi romanzi di Maurizio de Giovanni, con la regia di Alessandro D’Alatri e poi di Giampaolo Tescari, alla tensione civile de L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro di Michele Soavi, fino all’umanità non convenzionale di Le libere donne (liberamente tratta da “Le Libere donne di Magliano” di Mario Tobino) sempre con la regia di Soavi (tutti e tre titoli Rai), e al registro brillante di Scuola di seduzione di Verdone (Paramount+).
Un riconoscimento alla sua straordinaria capacità di incarnare personaggi molto diversi tra loro con la stessa intensità e rigore: sia quando dà corpo a grandi figure della letteratura, sia quando si misura con la cronaca o esplora le sfumature della commedia, Guanciale sa sempre lasciare il segno, dimostrando una maturità artistica che lo rende a pieno titolo uno dei volti più rappresentativi e amati della grande serialità italiana.
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