domenica, Giugno 21, 2026
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Casoria, imprenditori nel mirino dei clan: arrestati tre presunti estorsori legati agli Amato-Pagano e ai Ferone

CASORIA (NAPOLI) – Per mesi avrebbero perseguitato due fratelli imprenditori con minacce, richieste di denaro e violenze fisiche nel tentativo di piegarli alle proprie pretese. Per questa vicenda i carabinieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti vicini ai clan camorristici Amato-Pagano e Ferone, storicamente attivi nell’area nord della provincia di Napoli.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ipotizza il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le vittime – due imprenditori originari di Casavatore – sarebbero state avvicinate già all’inizio del 2026 da uomini riconducibili agli ambienti criminali locali. Le richieste avanzate dagli indagati non si sarebbero limitate al pagamento di somme di denaro, ma avrebbero riguardato anche la consegna di beni personali, tra cui un’automobile.

Le pressioni sarebbero proseguite per diversi mesi, fino a maggio scorso, trasformandosi in alcuni episodi di aggressione fisica. Gli investigatori contestano infatti agli indagati di aver colpito i due fratelli con schiaffi e calci al volto per intimidirli e costringerli ad accettare le richieste estorsive.

L’attività investigativa è stata svolta dalla Sezione Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Casoria tra aprile e giugno 2026. Gli accertamenti, avviati a seguito di informazioni raccolte sul territorio, hanno trovato conferma nelle dichiarazioni rese dalle vittime e in ulteriori elementi acquisiti nel corso delle indagini.

Determinante, secondo gli inquirenti, anche il contributo delle immagini registrate da alcuni sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le telecamere avrebbero documentato sia gli incontri tra gli indagati e gli imprenditori sia alcuni dei presunti episodi di violenza contestati.

Sulla base del quadro probatorio raccolto, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione alle misure cautelari, portando in carcere i tre destinatari dell’ordinanza.

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