domenica, Luglio 26, 2026
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Luigi Esposito, l’assassino confessa e accusa: voleva rapporti intimi a pagamento con me e ho rifiutato

EBOLI – Dopo l’arrestato di Ridha Rahmouni, 26enne tunisino irregolare sul territorio italiano, accusato dalla Procura di Salerno di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del giornalista Luigi (luca) Esposito, il quadro dei fatti appare maggiormente delineato.

La scintilla che avrebbe provocato il brutale assassinio sarebbe riconducibile alle insistenti attenzioni sessuali rivolte dalla vittima al suo omicida.

Il 26enne tunisino ha raccontato agli inquirenti che Luigi Esposito avrebbe intrattenuto rapporti intimi a pagamento con alcuni suoi connazionali e che avrebbe cercato di coinvolgere anche lui. Il giovane ha riferito di essersi sentito sotto pressione da attenzioni che non ricambiava e che, a suo dire, non sarebbero mai sfociate in un contatto fisico. Nonostante il suo rifiuto, Esposito avrebbe continuato a cercarlo con insistenza: un elemento confermato dall’analisi del traffico telefonico tra i due, che mostra contatti frequenti e ravvicinati, anche nelle ore precedenti all’omicidio.

Nel pomeriggio di sabato i due si accordano per un incontro: Esposito arriva in auto, il tunisino in bicicletta. L’appuntamento degenera rapidamente in una lite. Il 26enne sostiene di aver colpito la vittima a mani nude, poi di aver utilizzato plastica, una coperta e sterpaglie per appiccare il fuoco. Afferma anche di non essersi reso conto che Esposito fosse ancora vivo.

Durante la confessione, l’indagato aggiunge un ulteriore elemento: riteneva di dover porre fine a quello che definisce un “meccanismo di tentazione” che, a suo dire, Esposito esercitava su alcuni suoi amici. Secondo il racconto, il bisogno di denaro avrebbe spinto alcuni di loro ad accettare rapporti intimi con la vittima. Il 26enne, che si è definito musulmano credente e praticante, avrebbe visto queste dinamiche come una deviazione dalla preghiera e come pratiche — la fornicazione tra uomini — che la sua religione condanna. Una visione che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver contribuito alla sua decisione di agire.

La Procura di Salerno, che non considera chiuse le indagini con l’arresto, verificherà ora la veridicità delle dichiarazioni del giovane e cercherà di individuare le persone citate nel suo racconto. Dopo la confessione, il tunisino — difeso dall’avvocato Giovanni Mauri — è stato trasferito nel carcere di Salerno, in attesa dell’udienza di convalida prevista per lunedì.

Il 26enne era arrivato a Lampedusa nel giugno 2023. Un anno e mezzo dopo, la Questura di Salerno gli aveva negato il permesso di soggiorno, ma lui era riuscito a sottrarsi a un decreto di espulsione.

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