mercoledì, Agosto 19, 2026
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Caso Cuomo, il parere del Viminale riaccende la polemica sulla nomina in Giunta regionale

La nomina di Vincenzo Cuomo ad assessore regionale al Governo del Territorio torna al centro del dibattito politico e istituzionale in Campania.

A riaccendere la vicenda è un parere del Ministero dell’Interno, firmato dalla sottosegretaria Wanda Ferro, arrivato in risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli.

La questione riguarda la compatibilità tra la precedente carica di sindaco di Portici ricoperta da Cuomo e il successivo ingresso nella Giunta regionale guidata da Roberto Fico. Secondo la ricostruzione contenuta nel parere del Viminale, emergerebbero due distinti profili problematici.

Il primo riguarda la tempistica delle dimissioni. Cuomo aveva lasciato formalmente l’incarico di sindaco il 31 dicembre 2025, lo stesso giorno in cui venne firmato il decreto di nomina ad assessore regionale. Tuttavia, secondo il Ministero, le dimissioni del sindaco diventano efficaci e irrevocabili soltanto trascorsi venti giorni dalla loro presentazione. La circostanza che Cuomo avesse dichiarato di non voler utilizzare il termine previsto dalla legge per un eventuale ripensamento non avrebbe modificato, secondo questa interpretazione, il momento in cui le dimissioni sarebbero diventate definitive.

Il secondo elemento riguarda invece le norme regionali sulle condizioni di compatibilità. Lo Statuto della Campania prevede che gli assessori possano essere scelti tra cittadini in possesso dei requisiti necessari per essere eletti consiglieri regionali. La normativa regionale, richiamata nel parere, disciplina inoltre l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco, prevedendo specifiche condizioni legate alla cessazione dalla carica prima delle elezioni.

È su questi aspetti che Fratelli d’Italia ha deciso di tornare all’attacco. Rastrelli ha chiesto al presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, di avviare le procedure per verificare la permanenza di Cuomo nell’incarico e, qualora venissero confermati i rilievi, procedere alla sua decadenza.

Il senatore ha inoltre sollecitato un controllo sulla regolarità degli atti amministrativi adottati dalla Giunta regionale con la partecipazione dell’assessore e una verifica sulla documentazione presentata dallo stesso Cuomo al momento dell’insediamento, con particolare riferimento all’assenza di eventuali cause di incompatibilità.

Sul piano politico, il commissario regionale di Fratelli d’Italia Antonio Iannone parla di una vicenda che rischia di mettere in discussione l’immagine della nuova amministrazione regionale. Secondo Iannone, il presidente Fico dovrebbe chiarire la situazione e intervenire per evitare che una questione legata alla nomina di un singolo assessore finisca per proiettare ombre sull’intera Giunta.

A Palazzo Santa Lucia, però, la lettura della vicenda è opposta. La Regione sostiene infatti di aver già effettuato tutti gli accertamenti necessari sulle condizioni di inconferibilità e incompatibilità degli assessori nominati con il decreto del 31 dicembre 2025.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Regione, durante la prima riunione della Giunta, il 26 gennaio 2026, è stata formalmente verificata l’assenza di cause ostative all’esercizio degli incarichi. Per quanto riguarda Cuomo, gli uffici regionali avrebbero considerato determinante il decorso dei venti giorni dalla presentazione delle dimissioni da sindaco di Portici.

Un altro elemento richiamato da Palazzo Santa Lucia riguarda inoltre il precedente pronunciamento del Tar Campania, che nei mesi scorsi aveva respinto l’istanza cautelare con cui si chiedeva la sospensione della nomina dell’assessore.

Ed è proprio davanti al Tribunale amministrativo regionale che si trova ora il passaggio decisivo della vicenda. Il ricorso sulla nomina di Cuomo non è infatti ancora arrivato alla discussione nel merito.

La partita, dunque, resta aperta. Da una parte il Ministero dell’Interno ha evidenziato profili che, secondo la propria interpretazione, sollevano dubbi sulla legittimità della nomina; dall’altra la Regione rivendica la correttezza delle verifiche effettuate e considera superato il problema sulla base del decorso dei termini previsti dalla legge. Sarà ora il giudizio di merito del Tar a poter fornire un chiarimento definitivo sul caso che, fin dai primi giorni della nuova Giunta Fico, ha rappresentato uno dei principali fronti di scontro politico-istituzionale.

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